Champions, successo storico del Napoli in casa del Benfica: ecco le pagelle azzurre

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Duemilanovecentottantasette (2987) sono i giorni trascorsi da quel 2 ottobre del 2008. Un Napoli giovane, rinato dalle sue stesse ceneri, dopo aver superato Intertoto (60.000 tifosi al San Paolo contro il Panionios) e turno preliminare (Vlaznia), riassapora il gusto di una manifestazione europea. Primo turno di Europa League, l’urna poco benevola ci consegna il blasonato Benfica. Al San Paolo finisce 3-2, a Lisbona il Napoli non deve perdere per raggiungere la fase a gironi. Termina 2-0 per i lusitani, breve ma intensa l’esperienza europea, la prima del Napoli post fallimento.



napoli

Suscita un brivido di tenerezza leggere la formazione di quel Napoli allenato da Reja: Gianello tra i pali, difesa a tre con Rinaudo, Cannavaro Paolo e Contini, Maggio e lo stabiese Vitale sugli esterni, Gargano, Blasi e Marek a centrocampo, Pocho e Zalayeta in attacco. Hamsik e Maggio trade-union tra quel Napoli e questo Napoli, ed è semplicemente meraviglioso, pateticamente commovente pensare al percorso intrapreso, pur tra mille peripezie, critiche, difficoltà, in questi due-nove-otto-sette (2987) giorni. Dal Benfica al Benfica, da Lisbona a Lisbona, da Marek a capitan Hamsik, da una squadra di gregari più lo slovacco e Lavezzi ad una di buonissimi/ottimi/straordinari giocatori.

Ho solo voglia di ringraziare e godermi questo Napoli, che pur meriterebbe non poche ramanzine per la stagione in corso, ma anche quel Napoli che in qualche modo è l’embrione di quello attuale. Sarebbe bello recuperare noi tifosi, lo spirito che ci portò a riempire la nostra casa il 26 luglio contro gli sconosciuti e poco attraenti ellenici del Panionios: contava il Napoli e null’altro, essere accanto alla Maglia e null’altro. L’amore non può essere rappresentato dalla novità e le fazioni, per quanto umane e ovvie, vanno messe in secondo piano al cospetto della Fede Azzurra.

Ma ancor più va fatto un ‘lavaggio’ dalle e delle troppe illusioni/aspettative che ci siamo dati. Giusto porsi obiettivi importanti (e non sognare), volar un pizzico di fantasia, ma mai staccar troppo i piedi da terra e dimenticare la realtà. Facciamo uno sforzo enorme, forse disumano e riprendiamoci pienamente il nostro Napoli, l’ancestrale e folle e dionisiaco legame con Partenope. Dopo questo squarcio aperto nel passato recente con annessa lucida analisi (!), torniamo al Da Luz. Doveva e poteva essere una serata thrilling (altro parallelo storico: Genoa – Napoli del ritorno in A con due risultati su tre a disposizione che poi divennero tre su tre grazie al pari della Triestina a Piacenza…), con tre quarti di cuore e testa in Lusitania ed un quarto in quel di Kiev.

Ed è proprio dall’Ucraina (amarissima solo due stagioni addietro, ennesimo corso e ricorso…) che giungono le prime liete notizie con la Dinamo che pian piano asfalta i turchi del Besiktas. A fine primo tempo: 0-0 aquile vs ciucci e 4-0 per la formazione di Kiev; salvo cataclismi, la musichetta continuerà a riecheggiare al Da Luz e a Fuorigrotta. Tensione e adrenalina vanno spegnendosi, la ripresa si gioca con apparente ‘serenità’, in palio vi è un obiettivo ‘secondario’, quale è il primo posto. Una squadra che vuole crescere e abituarsi a certi palcoscenici, non si lascia però influenzare da uno stato d’animo mutato in 45 minuti. Il Napoli, quasi a sorpresa, ‘fa’ la big, da adolescente si inventa matura, rientra con il piglio giusto e con un secondo tempo intenso e giocato con cattiveria sbanca il campo del Benfica.

Unica pecca della serata, le leggerezze nel finale che rischiano di compromettere una vittoria meritata e soprattutto la consapevolezza e la volontà di emanciparsi dai propri limiti. Il Napoli vince ed è per la prima volta nella sua storia, primo nel girone di Champions League. Per la seconda volta (su tre) entra nel gotha del calcio continentale, tra le 16 migliore compagini del vecchio continente. Alcuni nomi delle possibili avversarie fanno tremare ma anche brillar gli occhi (Bayern, Psg e City, forse Real), altri ‘sperare’ (Bayer o Tottenham, forse Dortmund e Siviglia o Lione), poi potrebbe esserci il Porto, ed in una serata dove passato e presente si sono rincorsi, l’altra big del calcio che ha dato i natali ad Eusebio e CR7 apparirebbe come suggestiva e scontata designazione del fato….

Reina: Un intervento non difficile nel primo tempo, sempre preciso con i piedi. Voto 6+

Albiol – Koulibaly: L’errore nel finale, in quanto ininfluente, non pregiudica una gara impeccabile dello spagnolo; senegalese sontuoso ed insuperabile nonostante il giallo rimediato a metà primo tempo. Voto 6,5 – 7

Ghoulam – Hysaj: Algerino imprendibile, un solo errore nel primo tempo poi non sbaglia nulla. Spinge meno l’albanese. Voto 7 – 6.5

Hamsik: Sempre presente, nessuna giocata straordinaria, si limita all’ordinario. Voto 6.5

Diawara: Qualche leggerezza di troppo ma anche tanto ordine e geometria. Voto 6.5 Allan: Corre e recupera tanti palloni, non sempre brillante in impostazione. Voto 6.5

Insigne: Primo tempo da migliore in campo, si accentra molto ed è da lui che partono i maggiori pericoli per i padroni di casa. Nella ripresa si eclissa con il passare dei minuti. Voto 7-

Callejon: Semplicemente galattico….Voto 7.5

Gabbiadini: Gioca per la squadra, sfiora la rete nel primo tempo, poco lucido in una occasione capitatagli nella ripresa. Voto 6.5

Mertens: Impatto devastante con un assist che è Il Calcio ed un gol da funambolo. Voto 8

Zielinsky- Rog: Voto 6

Sarri: Primo obiettivo stagionale centrato, con qualche sofferenza ma contava entrare nelle 16, per farci le ossa, per misurarci con le grandi, per aumentare l’autostima, l’appeal e l’esperienza. Ora risalire la china in campionato, la rotta sembra esser tornata quella giusta.

Arbitro: Pochi cartellini, su Mertens potrebbe esserci un rigore, piace per come tiene in pugno la gara. Voto 6-

Benfica: Per quanto non sembra il miglior Benfica e per quanto la gara risulta condizionata da Kiev, vincere in quel campo contro una delle più titolate squadre europee, non è per nulla facile!

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