Abusivismo commerciale a Poggiomarino: continuano le task force di carabinieri e polizia municipale


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Area vesuviana, e Poggiomarino nel caso specifico, “zona franca” per il commercio abusivo. Una favoletta che adesso non esiste più o che almeno le forze dell’ordine si stanno sacrificando per respingere al mittente. Non passa una sola settimana, infatti, in cui non ci sono nuove operazioni da parte di carabinieri della locale stazione o della compagnia di Torre Annunziata, della Guardia di Finanza, della polizia municipale, o addirittura come accaduto in qualche caso persino della Forestale o della Guardia Costiera.



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Insomma, a quanto pare visto il gran numero di interventi, la località agrovesuviana è stata a lungo “culla” dell’abusivismo commerciale, con decine di attività fiorite in un lungo ed in largo senza uno straccio di autorizzazione o di permesso, prive di qualsivoglia certificato di agibilità o di messa in sicurezza, con lo scopo non solo di “fregare” e frodare lo Stato e l’Erario, ma anche e soprattutto con il rischio di mettere in pericolo l’incolumità degli stessi gestori, dei lavoratori a nero impiegati e persino dei clienti che hanno usufruito forse per troppo tempo di prestazioni che in quei luoghi non si sarebbero potute svolgere.

Ed a stupire c’è un fattore in particolare: quello legato alla nazionalità degli imprenditori fuorilegge, che non sono soltanto cinesi, bengalesi o chissà di quale altro posto lontano dall’Europa così come credono in molti. Di recente, infatti, si stanno scoprendo sempre più attività commerciali gestite da italiani – da poggiomarinesi del posto – che non hanno alcun permesso per esistere, che sono nate così su due piedi da un giorno all’altro e dove all’interno vengono svolte anche procedure pericolose per gli esseri umani e per l’ambiente.

Nelle ultime incursioni dei carabinieri della locale stazione, agli ordini del maresciallo Andrea Manzo, stanno andando per la maggiore le officine abusive: meccanici e carrozzerie abusive sorte in terreni privati accanto agli ortaggi o addirittura all’interno di garage, dove un eventuale incendio dovuto ai combustibili potrebbe provocare una strage. E gli artigiani riparatori sono tutti poggiomarinesi: negli ultimi due mesi le denunce ed i sigilli sono addirittura due dozzine piene, a fare capire quanto il fenomeno sia grave.

Le task force sono tuttora in corso, ed accanto ai carabinieri ci sono gli agenti della polizia municipale che negli ultimi tempi hanno chiuso un grosso numero di opifici dell’orrore, sia gestiti da cinesi che da cittadini italiani. E infine c’è stata l’azione della Guardia di Finanza che ha addirittura scoperto una società carosello per una frode fiscale partita dal Nord e che a Poggiomarino aveva trovato per quattro anni terreno fertile in cui mettere le radici.

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