“Truffa carosello” con sequestri per 20 milioni: blitz e controlli in una società di Poggiomarino


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Una truffa carosello di carattere nazionale finisce anche a Poggiomarino, dove è giunta la Guardia di Finanza di Scafati su ordine delle Fiamme Gialle di Ancona che stanno cercando di chiudere il cerchio su un maxi-raggiro con evasione fiscale perpetrato all’interno del settore immobiliare. A portate i militari a Poggiomarino è stata una delle “società fantasma” creata in maniera fittizia per aggirare le imposte e le tasse dello Stato italiano.



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Il titolare dell’impresa, ufficialmente operante nel comparto della compravendita di immobili e di servizi di carattere finanziario, è un 39enne residente nella provincia di Milano, che ovviamente la Finanza non ha trovato nella sede indicata quale domicilio fiscale. E c’è di più, perché secondo quanto riportato nei documenti della stessa impresa, questa si troverebbe in una stradina secondaria di via Iervolino, al civico dove invece insiste da anni e senza alcun problema un noto studio di professionisti molto stimati nell’intera località vesuviana.

Naturalmente, l’irruzione delle Fiamme Gialle avrà fatto venire un colpo ai titolari dello studio, che tuttavia dopo un momento di chiaro sbandamento hanno spiegato che nulla centravano con la ditta immobiliare cercata per controlli, che così non sono stati ovviamente effettuati. Da qui è scattata la scintilla nella mente dei militari che hanno immediatamente avvisato i colleghi di Ancona i quali battevano già la pista della presunta “truffa-carosello”: trovare un’altra attività, tra l’altro ben avviata e storica, al posto dell’impresa cercata, è stato un chiaro segnale che l’ipotesi percorsa fosse quella giusta.

Il titolare milanese della “ditta-fantasma” è stato poi contattato telefonicamente per essere sentito a Scafati, ma ha inviato una mail dicendo di trovarsi all’estero: un’altra conferma, dunque, del tentativo di sfuggire ai controlli e di tentare, a questo punto, una disperata via di fuga dal raggiro ormai scoperto dalla Guardia di Finanza e che ha coinvolto pure il territorio di Poggiomarino. Nel giro di pochi successivi giorni, infatti, le forze dell’ordine sono quasi venute a capo di tutta l’organizzazione, trovando altre aziende fittizie proprio come quella poggiomarinese anche a Bologna, ad Osimo, proprio in provincia di Ancona, a San Benedetto del Tronto, ed a Perugia.

Una truffa che tra l’altro andava avanti dal 2009, mentre l’impresa con sede a Poggiomarino esisteva addirittura dal 2010 e paradossalmente “operava” proprio al civico del noto studio di professionisti poggiomarinesi. Alla fine dell’inchiesta le Fiamme Gialle hanno chiesto ed ottenuto un sequestro complessivo di beni e capitali pari in totale a circa 20 milioni di euro, di cui il 10% della cifra proprio a carico del milanese che invece si sarebbe dovuto trovare a Poggiomarino, città che probabilmente non conosce neppure in cartolina.

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