Psicosi terremoto: ecco la mappa sismica città per città nell’area vesuviana


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L’unica buona notizia è che l’area vesuviana, vulcano a parte, non può essere epicentro di un terremoto fortissimo. Emerge dalle mappe sismiche dell’Italia diffuse dalla Protezione Civile e redatte dall’Ingv. I colori utilizzati città per città sono piuttosto chiari: l’intera zona, infatti, è soggetta a terremoto forti e non fortissimi, che dunque potrebbero arrivare ad un massimo di magnitudo intorno al 5, e che comunque su un territorio complicato come il nostro porterebbe a conseguenze nefaste.



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L’intera zona interna ed esterna del Vesuviano, se si va a consultare il LINK QUI si mostra infatti con un colore rosso, ma non intenso. Naturalmente ciò non può fare stare tranquilli, perché andando a scorrere le località limitrofe già il comune di Montoro, in Irpinia ma molto attaccato alla zona dell’agrovesuviano, può essere epicentro di scosse fortissime, dunque sopra il 6 fino a toccare anche chissà una magnitudo di 8 come avviene in Giappone e Nuova Zelanda.

Dello stesso tenore di pericolosità sono poi le zone del famoso terremoto dell’80 sempre in Irpina, quando la magnitudo di circa 6.5 fu sentita in maniera fortissima anche ai piedi del vulcano provocando danni, sfollati e vittime. Ma come l’Irpinia, quindi a grave pericolosità, sono anche le province di Benevento, Caserta ed il Cilento interno, mentre le note località turistiche del luogo sono di fascia 2.

Per trovare una condizione più stabile bisogna arrivare a Castellammare di Stabia o Cava de’ Tirreni, indentificate in fascia 3 come l’intera costiera sorrentina, quella amalfitana ed i Monti Lattari. Il colore rosso sbiadito, tuttavia, significa che ci possono essere comunque terremoto forti anche se l’ipotesi è rara.

Molto remoto, in tutta Italia, il colore rosa, cioè sulla possibilità di scosse lievi e rare: alcune macchie ci sono in Puglia, in piccole porzioni di Sicilia e nel profondo Nord. Le zone del Centro attualmente colpite, invece, sono tutte a gravissimo rischio: da qui lo sciame sismico che pare non trovare mai alcuna fine.

 

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