Parte alle 14 la maratona di New York, ai nastri anche due poggiomarinesi


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Si terrà oggi la 46esima edizione della maratona più famosa al mondo, quella di New York. La gara, la cui distanza di 42 chilometri e 195 metri, rievoca la corsa che Fidippide (o Filippide) dalla città di Maratona fece fino all’Acropoli di Atene per annunciare la vittoria sui persiani nel 490 a.C., è uno degli eventi sportivi per eccellenza e tra i più seguiti alle olimpiadi.



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Come dimenticare la storica impresa di Dorando Pietri, entrato nell’immaginario collettivo come un eroe dello sport da quando, nel 1908 a Londra, giunto primo in prossimità del traguardo collassò a terra poco prima di raggiungere la linea di arrivo. Sostenuto da un giudice, tagliò il traguardo, ma venne squalificato, lasciando la vittoria all’americano Hayes. Oppure più recentemente, le vittorie di Gelindo Bordin a Seul nell’88 e di Stefano Baldini ad Atene 2004 (ultimo uomo bianco a trionfare su questa distanza).

Quest’anno tra gli oltre 50 mila iscritti per la gara di New York, di cui più di 2800 italiani (che rappresentano il gruppo straniero più numeroso), ci saranno anche Salvatore Arpaia e Francesco Capasso, poggiomarinesi portacolori dell’associazione Joy of Running del presidente Saverio Lettieri. Una forte amicizia tra i due che si è instaurata proprio grazie alla comune passione podistica. Salvatore Arpaia classe ’62, imprenditore edile, è alla sua settima partecipazione ad una maratona, la prima nella Grande Mela. Invece per Francesco Capasso, nato nell’81, impiegato contabile-amministrativo in una famosa ditta di trasporti, si tratta di un esordio assoluto sulla distanza lunga.

Dal ponte di Verrazano a Central park, passando per Brooklyn, il Queens e Manhattan, i due runners vesuviani metteranno alla prova la propria resistenza e le proprie doti atletiche. Lo faranno senza pressioni o obiettivi particolari di cronometro, ma solo la voglia di divertirsi e sfidare se stessi. Infatti “la maratona è una disciplina interiore, che non ti fa dimenticare che il più grande avversario sei tu” (Mauro Covacich). Così la vittoria sarà tagliare il traguardo, poter dire di avercela fatta e così portare con sé un ricordo indelebile. Perché, come disse Emil Zatopek (grande podista cecoslovacco degli anni 40-50, quattro ori e una argento ai Giochi olimpici, soprannominato “la locomotiva umana”): “Se vuoi correre un miglio, corri un miglio. Se vuoi vivere un’altra vita, corri una maratona”. Anche da parte della redazione, un forte “in bocca al lupo”.

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