Palloncini bianchi, magliette e striscioni per l’ultimo saluto a Giuseppe: «Ciao angelo»


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«Ciao Angelo». Un appellativo usato non solo dai tanti amici che questa mattina hanno partecipato ai funerali di Giuseppe Menzione, il 18enne rimasto ucciso nei giorni scorsi in un incidente a Terzigno. Anche il parroco che ha officiato il rito religioso nel Santuario sangiuseppese ha infatti utilizzato questa parola nel corso della sua omelia: «Quando si va via così presto ed in questo modo non si può che essere angeli».



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La commozione di familiari e amici è già venuta fuori nel lungo corteo dall’abitazione del giovane in via Santa Maria la Scala, fino al cuore della città vesuviana. Gli amici hanno indossato una t-shirt con il volto del loro compagno di avventure volato in cielo, ed intanto striscioni continuavano a spuntare in ogni angolo. Una ha particolarmente stretto il cuore dei presenti, in centinaia o forse anche mille: “Abbiamo tutti il tuo sorriso stampato in testa come promemoria della gioia che hai saputo darci. Buon viaggio angelo nostro”.

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L’uscita de feretro dal Santuario, al termine della messa, ha poi scatenato il pianto ed il dolore di tutti. Centinaia di palloncini bianchi sono volati alti verso il cielo, quasi a volere arrivare fino a Giuseppe a volergli fargli sentire da vicino quel calore che in questi giorni stanno ricevendo i genitori i fratelli e la fidanzatina. È l’ultimo saluto al 18enne, la nuova vittima delle strade vesuviane.

 

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