Nutrire i bambini, ecco poche e semplici regole per i genitori


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Al giorno d’oggi è in crescente aumento il numero di bambini obesi, e tra la regioni italiane è la Campania a detenere questo triste primato. Le motivazioni che hanno portato a quest’escalation sono da ricercarsi sicuramente nell’elevato grado di sedentarietà a cui i bambini d’oggi sono abituati, ma un co-fattore altrettanto importante è la mancanza di un educazione alimentare da parte dei genitori.



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Siamo infatti talmente assuefatti alle pubblicità di prodotti alimentari e talmente schiavi dell’industria che li propina da offrire ai nostri figli, seppur con le migliori intenzioni, qualsiasi tipo di leccornia in ogni momento della giornata ed il cibo è diventato merce di scambio con cui convincere i bambini a fare i compiti, la ricompensa per un bel voto a scuola, la punizione quando non obbediscono.

Se vogliamo crescere i nostri figli in modo sano dobbiamo quindi innanzitutto riscoprire la vera funzione del cibo cioè quella di nutrire. Nutrire significa dare al nostro corpo, in questo caso al corpo del nostro bambino, tutte le sostanze di cui ha bisogno per crescere e diventare un adulto sano e forte. Quante delle sostanze contenute nelle merendine, nei dolci, nei prodotti da forno gli servono veramente? E soprattutto, quante di quelle sostanze non sono al contrario dannose per la sua salute?

Non fraintendete, come ogni cosa è la dose che fa il veleno, ma dobbiamo tenere presente il fatto che l’esperienza sensoriale dei bambini nei primi anni di vita è pari a zero; non conoscono nessun gusto ed imparano quello che i genitori gli insegnano, in primis tramite il meccanismo dell’emulazione. Un bambino quindi non pensa che un cibo possa fare più o meno male di un altro, non pensa se fa ingrassare o meno; un bambino si fida di quello che gli dà da mangiare il genitore. È quindi pressoché impossibile che vostro figlio vi chieda le patatine fritte anziché al forno, a meno che voi non l’abbiate abituato a mangiare le prime al posto delle seconde.

Ricordate che il gusto dolce crea assuefazione e che gli zuccheri chiamano altri zuccheri; non è colpa del bambino se dopo aver bevuto un bicchiere di cola ne desidera subito un altro. Cercate poi di abituarlo a nuovi sapori per gradi; non fategli assaggiare per prime le verdure amare ma iniziate con quelle un po’ più dolci come ad esempio le carote o la zucca. Fate infine molta attenzione ai cibi salati; nei bambini la percezione del salato è dieci volte maggiore alla nostra, motivo per cui le pappe dei neonati devono essere rigorosamente senza sale.

I bambini hanno inoltre una splendida capacità di autoregolazione quindi mangiano quando hanno fame e smettono quando si sentono sazi; perché quindi forzarli a mangiare in continuazione? Il nostro obiettivo dovrebbe essere proprio quello di aiutarli a preservare questa capacità di cui molto spesso noi non siamo più dotati; la maggior parte degli adulti infatti non sa distinguere quando mangia “per fame” da quando mangia “per voglia di mangiare”.

Perché forzarlo quindi a finire quel piatto di piselli se dice di non avere più fame? Lasciate che si alzi a che vada a fare altro e ricordatevi che non morirà di fame per quei due cucchiai di piselli in più. E se dopo mezz’ora torna dicendo di avere fame? A quel punto siete voi a dover distinguere se ha mangiato a sufficienza o no. Nel primo caso non cedete alle richieste onde evitare che la richiesta di cibo fuori orario diventi un abitudine; potrete in seguito recuperare quel piccolo deficit calorico con uno spuntino un po’ più nutriente. Nel secondo caso non cedete alla tentazione della strada più facile cioè dargli un biscotto o un grissino o prodotti simili. Fatelo risedere a tavola (perché è lì che si mangia, e non in giro per la casa) e dategli qualcosa di nutriente: un frutto, un pezzettino di parmigiano, una bruschetta.

Se i ritmi di lavoro ve lo permettono cercate di coinvolgere il bambino nella preparazione del cibo; si sa che sono per natura curiosi e mangeranno più volentieri qualcosa preparato con le loro mani. Non sarà facile dire di no, non sarà facile frenare le nonne né tantomeno “combattere” con le mamme degli amichetti che gli danno da portare a scuola merendine e dolci in quantità, ma ricordatevi che educare i vostri figli a saper mangiare è uno dei regali più grandi che gli possiate fare. *Biologa Nutrizionista – Consulente Haccp

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