Mara Carfagna scrive ad Enza Avino: «Scusaci, non siamo riusciti a proteggerti»

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Un articolo di giornale su il quotidiano “Il Tempo” che è anche un mea culpa e che parte dalla donna che al Governo ha voluto la legge contro lo stalking, una legge che però non è stata sufficiente a salvare Enza Avino. E Mara Carfagna, proprio nei giorni del “no alla violenza sulle donne”, prendere proprio il caso della 36enne di Terzigno quale “apoteosi” del dramma vissuto dalle donne. L’ex ministro scrive una vera lettere alla vittima.



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«Cara Enza, – ecco il testo – Scusa. Volevo chiederti scusa. Scusa a nome mio, scusa a nome dell’Italia, scusa a nome dello Stato. Scusa perché non siamo riusciti a difenderti, a tutelarti, a proteggerti. Scusa perché non abbiamo evitato la tua morte. Così come purtroppo non ne abbiamo evitate molte altre. La tua storia mi ha segnata, mi ha colpita nel profondo, perché tu avevi avuto il coraggio di denunciare, di far arrestare il tuo aguzzino. Volevi essere libera, volevi sentirti sicura, volevi continuare a vivere la tua vita normalmente, senza sentirti spiata, minacciata, senza aver paura di uscire di casa».

E ancora: «Il tuo coraggio però non è bastato, ma non perché sia stata tu a sbagliare o a fallire, ma perché a sbagliare, a fallire siamo stati tutti noi.  Il tuo assassino non doveva essere scarcerato, perché tenerlo lontano da te era l’unico strumento reale per proteggerti. Tu l’avevi capito. Noi no. Perdonaci Enza, per la miopia, per la burocrazia, per le lungaggini e gli intoppi giudiziari, perdonaci per tutto. Ma soprattutto perdonaci per non averti salvato».

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