La figlia di Ammaturo: «Ora Cutolo e Scotti dicano la verità sulla morte di mio padre»

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Gilda Ammaturo, figlia di Antonio, capo della Mobile assassinato dalle Brigate Rosse a Napoli nel 1982, esce allo scoperto in un’intervista a Il Mattino pubblicata stamane. «La morte di mio padre è uno dei tanti misteri irrisolti di questa Repubblica. I suoi assassini sono stati assicurati alla giustizia, ma ancora non si sa chi furono i mandanti. Spero che Pasquale Scotti parli e si faccia finalmente luce sulla vicenda», dice.



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E ancora: «Mio padre, abbiamo appreso solo anni dopo, fu il primo a scoprire quello che probabilmente fu un patto tra Camorra, Brigate Rosse e una parte della politica italiana. Ma questo lo avremmo scoperto solo anni dopo. A casa lui non parlava mai del suo lavoro», risponde ad una domanda in relazione al pentimento di Scotti ed i segreti nascosti ancora dal superboss Raffaele Cutolo. Il caso è naturalmente quello del rapimento dell’allora assessore regionale, Ciro Cirillo, in cui per la liberazione lo Stato pare chiese aiuto proprio a Cutolo.

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