Italia, è allarme obesità: sovrappeso una persona su due


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Siamo il Paese della Dieta Mediterranea, ma le nostre abitudini alimentari e stili di vita negli anni sono peggiorate: oggi, infatti, la metà degli italiani è  in sovrappeso o obesa. E aumentano anche le vittime per le complicanze di queste patologie, al ritmo di una ogni dieci minuti.



In Italia è allarme obesità: nel Belpaese, patria della dieta mediterranea, una persona su due è in sovrappeso o addirittura obesa. Un problema che a livello mondiale assume proporzioni ancora più inquietanti, visto che ci sono circa un miliardo e mezzo di persone adulte in sovrappeso, e le proiezioni parlano di un ulteriore miliardo in più entro il 2020 e 700 milioni di obesi.

Una morte ogni dieci minuti. Lo rivela un recente documento diffuso dal Ministero della Salute, che ha redatto uno specifico position paper sull’obesità, per evidenziare le problematiche derivanti da questo problema, che non riguarda solo la sfera estetica e del look: ogni anno in Italia sono infatti 57 mila le persone che muoiono per le complicanze di queste malattie, vale a dire un ritmo da una vittima ogni 10 minuti. Eppure,  nel nostro Paese l’obesità non sembra considerata una malattia, nonostante sia in continua crescita.

L’intervento del Ministero. Il Ministero italiano è perciò intervenuto per rimarcare i gravi effetti sulla salute delle persone (e sui costi per i sistemi sanitari pubblici) di questo insieme di problemi, delineando inoltre alcune soluzioni ritenute efficaci per prevenirli e curarli. Ad esempio, si legge nello studio, il primo passo è considerare l’obesità una vera e propria malattia e inserirla nei Lea (Livelli essenziali di assistenza, le prestazioni erogate dal Servizio sanitario), informando i pazienti sul reale rischio, ma bisogna anche adottare nella pratica clinica dei medici di medicina generale la misura della circonferenza vita come parametro vitale utile nella lotta all’obesità, nonché intervenire sui comportamenti di vita, inserendo ore obbligatorie di educazione alimentare a partire dalle scuole e contrastando l’ambiente obesogeno, incentivando le attività sportive e promuovendo stili di vita attivi.

Obesità e problemi connessi. I principali rischi per la salute connessi ai “chili di troppo” sono di natura molto preoccupante: l’obesità, infatti, può aprire la strada a malattie cardiache e respiratorie, ipertensione, il temuto diabete (mellito non-insulino dipendente o diabete di Tipo 2), nonché ad alcune forme di cancro, aumentando le possibilità di una morte precoce. Ma anche i problemi più quotidiani che derivano dall’essere in sovrappeso sono tanti, e non vanno sottovalutati.

Una serie di disagi quotidiani. Gli studi scientifici confermano come l’obesità sia ad esempio un importante fattore nello sviluppo del mal di schiena, perché influisce anche sulla postura del corpo, generando in questo modo differenti problemi muscolo-scheletrici, creando sollecitazioni biomeccaniche che concorrono a provocare disturbi come discopatia degenerativa, osteoporosi, osteoartrite e così via.

Curarsi senza farmaci né chirurgia. Non sempre la medicina tradizionale può risolvere questi disturbi, perché non basta solo una prescrizione di tipo farmacologico o il ricorso alla chirurgia. Per trovare una cura più indicata si può allora orientarsi verso una terapia complementare alla medicina classica: come spiegano gli esperti del Tcio di Milano, infatti, in queste circostanze la osteopatia rappresenta un approccio che può generare risultati migliori per il benessere della persona, perché si concentra non sulla malattia in quanto tale, ma sulla salute stessa dell’individuo.

Benessere attraverso le mani. L’osteopata, infatti, si presenta come un professionista sanitario di primo soccorso al paziente, che ha l’obiettivo di far star bene il paziente senza medicine né interventi chirurgici, ma operando solo attraverso un sistema di manipolazione per la diagnosi e il trattamento del fastidio, che si rivela utile ed efficace per contrastare disagi come artrosi, sciatalgie,  discopatie,  dolori articolari e muscolari da traumi, ma anche un ampio ventaglio di problemi come  otiti,  nevralgie, cefalee, sinusiti, disturbi ginecologici e digestivi di persone di tutte le età.

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