Espropri pazzi per la nuova bretella dell’A30: il progetto “distrugge” stazione di servizio a Palma


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Non è la prima volta che si parla di “espropri killer” per quanto riguarda la realizzazione della bretella di collegamento tra i comuni del Vallo di Lauro con lo svincolo dell’A30 di Palma Campania. Ma la storia di Michele Rainone, proprietario e amministratore unico dell’area di servizio della Cam e di quelle che farebbero venire voglia di “armare la mano” e gridare alla rivoluzione.



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Chi, infatti, ha redatto il progetto ha in pratica “distrutto” l’attività commerciale: il fondo su cui insiste il distributore di proprietà della Società Cam srl diventerà intercluso; il distributore di carburanti risulterà a ridosso della prevista intersezione a rotatoria laddove, invece, le norme del Codice della Strada e del suo Regolamento di attuazione vietano l’allocazione degli impianti di distribuzione carburanti in prossimità delle intersezioni stradali; non sarà possibile conservare o aprire accessi nel tratto della strada Provinciale di via Pucecca destinata a divenire uno dei rami della rotaria; verranno meno le distanze di sicurezza sia dell’impianto rispetto alla sede stradale sia tra i vari elementi interni all’impianto stesso; senza considerare che lo spostamento dei vari elementi del distributore è impraticabile stante l’impossibilità di dare una diversa sistemazione alle tubazioni e alla componentistica interrate, pena la produzione di “interferenze” rilevanti per sicurezza dell’intero impianto.

Insomma: con queste premesse non resterà che chiudere, ed a fare arrabbiare ulteriormente il signor Rainone c’è la cifra per l’esproprio offerta: appena 250mila euro, l’incasso di un solo mese dell’esercizio che oltre alla vendita di carburanti ha anche un punto di ristoro ed un autolavaggio, occupando diverse persone destinate così a restare senza il lavoro: dunque un vero e proprio obbrobrio giuridico. Ma c’è dell’altro, poiché il titolare dell’area di servizio non ha avuto neppure la possibilità di potere inviare le proprie controdeduzioni alla società che sta costruendo l’asse viario.

In una memoria scritta, infatti, l’interessato fa sapere che «il Comune di Palma Campania, territorialmente competente, aveva tardivamente pubblicato sul proprio albo pretorio l’avviso di avvio del procedimento per l’approvazione del progetto dell’opera». Dal 2004 ad oggi sono trascorsi 12 anni e frattanto Rainone ha attuato l’espansione dell’attività commerciale così come è oggi, ed a causa delle mancate comunicazioni del palazzo municipale è stato costretto adesso a rivolgersi al Tar, sperando in un successo davanti ai giudici seppur molto più costoso delle semplici controdeduzioni.

Fatto ancora più grave, infine, è che ci sarebbe una soluzione alternativa molto valida e che consentirebbe di salvare l’azienda oltre a non indebolire per nulla il disegno della strada di collegamento tra il Vallo di Lauro e l’A30. Spostando di un centinaio di metri la zona in cui dovrà sorgere la rotonda, c’è infatti un terreno non utilizzato, dove l’esproprio non distruggerebbe alcuna fiorente attività commerciale.

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