Alcol proibito a Poggiomarino: c’è chi si organizza portando birra e drink da casa

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“Fatta la legge, trovato l’inganno”, ed anche se non si tratta di vera e propria legge, ma di semplice accordo per evitare problemi, c’è chi già sta attuando le prime contromosse. Il “proibizionismo” del centro di Poggiomarino viene dunque combattuto dai “consumatori finali”, da quelle comitive di extracomunitari per cui i locali tra piazza De Marinis e viale Manzoni hanno deciso di non vendere più alcolici dopo le 20 e per tutto il resto della serata e della notte.



bottiglie-birra

Nel mirino particolarmente una comitiva di nordafricani che frattanto si sta organizzando per non farsi mancare da bere quando i bar e le altre attività commerciali ancora aperte non distribuiranno più birre o drink. Insomma, cosa c’è di più semplice che portarsi in strada le bevande direttamente da casa? Ed in molti, di quel gruppo finito sotto il bersaglio della legge, stanno facendo proprio così: spesa al supermercato, bottiglie e lattine in frigorifero tutta la giornata e poi il consumo sul marciapiede, quello solito o un altro.

Al momento, però, c’è da dire la verità che la quantità di alcol consumata con questa modalità non ha portato a comportamenti fuori luogo come invece avvenuto in precedenza, quando mettendo mani al portafogli si poteva alzare il gomito in maniera ininterrotta. Adesso, infatti, quando le scorte sono concluse non c’è altra alternativa se non smettere.

Insomma, se da un lato l’accordo stretto tra i commercianti della zona ed il comandante della stazione locale dei carabinieri, il maresciallo Andrea Manzo, sembra facilmente aggirabile, dall’altro comincia a produrre qualche effetto, visto che da qualche giorno i residenti dell’area non si sono lamentati di risse, schiamazzi, atti osceni in luogo pubblico e danneggiamenti di autovetture come invece accaduto molto spesso prima del “patto”. La città, sulla scelta, sembra intanto dividersi.

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