Aggredisce i carabinieri a Terzigno: preso il fratello di Vorraro, vittima dei Fabbrocino

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Era stato fermato per un banale controllo, ma probabilmente su di giri per l’alcol ha pensato bene di scagliarsi contro i militari dell’Arma della stazione di Terzigno, che non hanno potuto fare altro se non bloccare l’uomo e stringergli le manette intorno ai polsi: si tratta del 27enne Rosario Vorraro, fratello del più noto Giuseppe, vittima della “lupara bianca” dei Fabbrocino.



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A raccontare la vicenda è il quotidiano Metropolis in edicola questa mattina e dove vengono raccontate le fasi dell’arresto. Era il 2004 quando Rosario Vorraro sparì insieme a Luigi Bonavita, detto ‘O Parigino e considerato a capo del nuovo gruppo, e Franco Cozzolino. Solo più tardi emerse che i treni erano stati eliminati dal clan Fabbrocino dopo un periodo di libertà del superboss Mario, intenzionato a ristabilire le gerarchie.

Il primo a volatilizzarsi fu Luigi Antonio Bonavita, sessantenne, detto ‘O Parigino, considerato fedelissimo di Fabbrocino. Esce di casa, a San Giuseppe Vesuviano, per andare a cena con amici. Non ritorna più. Nelle stesse ore, dalla stessa cittadina, scompare Francesco Cozzolino, trentottenne benzinaio. Le auto dei due verranno ritrovate davanti alla stazione della Circumvesuviana di Sant’Anastasia.

La sera del 18 ottobre arrivò dai carabinieri di Terzigno anche la madre di Giuseppe Vorraro, 21 anni, fioraio, per denunciare la sparizione del ragazzo la cui auto verrà invece ritrovata proprio a San Giuseppe Vesuviano. Dunque, presumibilmente, quella sera Vorraro andò a San Giuseppe dove lasciò la sua auto per poi partire a bordo di una delle due vetture poi ritrovate a Sant’Anastasia.

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