Terzigno, il giornalista scrive al sindaco: «Reperti di Cava Ranieri, rubata la mia idea»


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Dal giornalista ambientalista, Francesco Servino, riceviamo e volentieri pubblichiamo.



Egregio sindaco Francesco Ranieri, apprendo come al solito per vie traverse e dalle foto che pubblica su Facebook che si va verso l’allestimento a Dicembre della mostra con i reperti di Cava Ranieri nella Città del Fanciullo a Terzigno.

Mi fa piacere, è una mia idea di cui qualcuno si è appropriato, ma è anche giusto che chi plaude alle sue iniziative e mette “mi piace” capronicamente ai suoi post sappia che sono stato estromesso da tutti i progetti di cui mi sono fatto promotore e sostenitore riguardanti l’archeologia terzignese ora che sembra concretizzarsi la loro realizzazione.
Come diceva Schopenhauer, chiunque possiede dei meriti farà bene a metterli in evidenza se non vorrà lasciare che cadano in un completo oblio: è per questo motivo che devo pubblicare questa lettera, affinchè i miei meriti non diventino quelli di qualcun altro.
Le ricordo che la stessa idea di Parco Archeologico, Geologico e Naturalistico non è figlia dell’attuale amministrazione o del suo staff ma viene propugnata dal sottoscritto e da pochissimi altri attivisti da almeno un decennio – ad esempio il dott. Gennaro Barbato, convinto assertore da sempre che le rovine non vadano interrate ma tacciato comunque di essere un “sognatore in malafede” – così come al sottoscritto si deve l’idea lanciata durante la visita del Soprintendente di Pompei – della quale sono stato tenuto all’oscuro nonostante riguardasse una situazione che denuncio da anni, quella dell’abbandono dei reperti nella Cava e del crollo della tettoia su Villa 1 – di una mostra nella Città del Fanciullo con non solo i reperti di Terzigno ma anche quelli trafugati e poi restituiti a Pompei, riprendendo una vecchia idea del dott. Massimo Osanna, e le canoe di Longola.
Signor Sindaco, lei forse crede che calpestare la buona volontà di un ragazzo, prenderlo in giro e sminuirne l’operato sia un mezzo che giustifica il fine, ma essendo sinceramente convinto di aver dato tanto al paese in cui risiedo, gran parte dei miei anni giovanili, e ritenendomi ragionevolmente “usato” non posso assistere in silenzio all’opera che sta facendo di propaganda, perchè se è vero che intende fare qualcosa di buono per l’archeologia è altrettanto vero che per arrivarci ha compiuto scorrettezze nei miei confronti e che l’interramento delle ville di Cava Ranieri è avvenuto all’oscuro della cittadinanza, indipendentemente da cosa sarà attuato o meno.

Lei sa che stavo preparando autonomamente con l’aiuto di professionisti un progetto per rendere visitabile Villa 1 (idea che continuo a reputare la più sensata) onde impedirne il seppellimento e restituirla alla cittadinanza, ma mi ha frenato, sindaco, dicendomi mi voleva al suo fianco e che dovevo assisterla.

Non ho mai attuato pressioni per ottenere un ruolo nella costruzione del Parco Archeologico o nella gestione della Città del Fanciullo: è stato lei a chiedere il mio aiuto e l’ho fornito a titolo gratuito.

Mi sono fidato e mi sono dimostrato con lei leale e disponibile, pur conscio che mi sarei fatto carico gratuitamente di un ulteriore onere che avrebbe sottratto tempo ai miei impegni, ma la passione per la cultura viene per me prima di tutto.

Ho speso settimane a condurre la più approfondita delle ricerche sulle ville romane di Cava Ranieri e a preparare la relazione che avete consegnato al Ministero della Cultura, altra occasione dove mi ha garantito che ci sarei stato ma alla quale non mi ha invitato.

Le ricordo le innumerevoli iniziative che porto avanti da molti anni per Cava Ranieri, l’indagine parlamentare scaturita dalla mia petizione che ha smosso la Soprintendenza di Pompei dall’immobilismo e il corposo reportage fotografico che ho consegnato alla medesima che mostrava i reperti abbandonati, frammenti di mosaici, di intonaci e soprattutto un preziosissimo trapetum del II sec. a.C. per sollecitare la loro rimozione.

Ricordo anche gli elogi spesi nei miei confronti dall’archeologa Caterina Cicirelli, curatrice degli scavi a Terzigno negli anni ’80 e ’90, che più volte ho incontrato per discutere del futuro di Cava Ranieri e di altre questioni, come Longola, nelle vesti di giornalista-mediatore pro bono.
Alla luce di quanto espresso sono del tutto misteriose le cause per le quali lei, signor sindaco, ha improvvisamente adottato nei miei confronti, un cittadino meritevole e onesto che ha dedicato gli anni migliori della sua esistenza al civismo e alle battaglie per Terzigno e per il Parco Nazionale del Vesuvio, uno snobbismo che si è palesato più volte in maniera clamorosa.

Nei giorni antecedenti l’incendio che ha consumato la pineta di Terzigno – quando ho agito per tutelare il Parco e le aziende agricole impedendo lo sversamento dei liquami di Vasca al Pianillo, ricevendo come ringraziamento l’allontamento dal luogo del disastro mentre a colleghi giornalisti e curiosi veniva autorizzato l’accesso – mi aveva dato appuntamento insieme alla dott.ssa Cicirelli alla Città del Fanciullo per un sopralluogo per la mostra, ma all’ultimo – tanto per cambiare – ha “dimenticato” di avvertirmi: non ha dimenticato però di avvisare altre persone al posto mio, e il sopralluogo si è comunque tenuto.

Come sia possibile che una persona che porta avanti seriamente dei progetti “dimentichi” il diretto interessato non lo so, ma ci sono stati in seguito altri sopralluoghi ai quali non sono stato invitato, dunque è chiara la malafede.

Chi o cosa ha influito nel suo cambio di atteggiamento nei miei confronti, signor sindaco? Una persona matura e una guida saggia del paese non deve mostrare ostilità al lavoro di un ragazzo, mentirgli e distruggere la sua voglia di fare, è un comportamento da sconsiderati: dice sempre che i giovani meritevoli sono il futuro, perchè allora attua favoritismi?

Signor sindaco, avevo accolto favorevolmente la sua elezione perchè credevo di aver riscontrato qualcosa di nuovo rispetto al passato: l’apertura. Mi era parso inizialmente di trovare una persona aperta al dialogo, al confronto e alle proposte dei cittadini, ma poi ho assistito ai soliti comportamenti da consumato politico e le chiedo chi o cosa le faccia credere di poter mancare di rispetto a un cittadino che si è sempre messo a disposizione del suo paese, fregandosene dei colori e delle appartenenze politiche.

Se aveva deciso di puntare su di me doveva avere la determinazione e il coraggio di non cedere alle pressioni, se ce ne sono state, e di far valere la sua scelta, perchè è questo che rende grande un primo cittadino.

Purtroppo sono uno dei pochissimi a Terzigno che ha il coraggio di esporsi apertamente: tanti altri ci provano, poi quando si arriva al sodo o devono rafforzare le proprie tesi si tirano indietro, per mancanza di coraggio o perchè c’è sempre un interesse da tutelare. Ma lei lo sa, batto come un martello e desisto solo quando ho raggiunto il mio scopo: l’attivismo da tastiera non mi compete.

Io non ho interessi e non sono un politico, sono un libero cittadino che si sta realizzando autonomamente: sempre ho dimostrato che mi sta cuore il bene comune e credo sinceramente di aver dato il mio meglio per Terzigno anche portando in alto il nome della città con la vittoria di tanti e prestigiosi riconoscimenti, encomi che solo agli occhi dell’attuale amministrazione sono passati inosservati non avendo mai ricevuto apprezzamenti, anche quando ho dedicato a Enza Avino la vittoria di un importantissimo premio nazionale con una sceneggiatura sul femminicidio.

Non avendo ancora ricevuto chiarimenti come da lei più volte promesso, non mi resta che chiederle spiegazioni tramite i giornali, anche perchè ho notato che preferisce il mezzo stampa per replicare e non il confronto diretto: perchè ha fatto fuori improvvisamente il cittadino più propositivo di Terzigno per quanto riguarda l’archeologia e lo studioso più valido di Cava Ranieri?

Glielo chiedo per trasparenza, nell’interesse della cittadinanza tutta. Le idee sull’archeologia che state portando avanti sono quelle che promuovo da anni – repetita iuvant – e soprattutto è stato lei più volte a interpellarmi: mi ha sempre definito una “risorsa”, ma se questo è il modo che ha di valorizzare le risorse temo per il futuro dei giovani validi di Terzigno che potrebbero compiere un errore a fidarsi.

Ahimè, sempre e solo con gli amministratori di Terzigno riscontro difficoltà a confrontarmi, sono le uniche persone nella mia vita con le quali non riesco a instaurare un rapporto: sarà una questione di forma mentis, ma è triste che solo dove risieda non riesca portare avanti idee e progetti culturali altrove sempre ben recepiti e che li veda talvolta affidati per legami politici o di amicizia a chi non sa mettere due frasi di senso compiuto a fila o non ho mai visto impegnarsi quanto me per il territorio.

Sarebbe bello se questa situazione terminasse, sarebbe un autentico segnale di cambiamento: più meritocrazia, meno “selfiecrazia”. Spero in una sua risposta che è doveroso quanto opportuno darmi per chiudere una triste parentesi (che non ho aperto io) e mantenere un rapporto cordiale. Se ancora una volta la sua risposta non dovesse arrivare, questa lettera servirà a non far cadere i miei meriti nell’oblio.

crollo villa ranieri (4)

 

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