“Terra dei Fuochi vesuviana”, i vecchi pneumatici fanno meno paura


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In alcune zone della Campania – e fino a poco tempo fa anche ai piedi del Vesuvio – erano considerati il simbolo numero uno della Terra dei Fuochi. Adesso i vecchi pneumatici, all’ombra del vulcano, cominciano a fare davvero meno paura. Una casualità, una coincidenza? No, semplicemente una buona attività di politica ambientale, che ha trasformato fiumi di potenziale diossina in una macrorisorsa, in un materiale che già da qualche tempo si può raccogliere e smaltire a zero euro, grazie alle intese tra i Comuni, gli operatori volontari che operano sul delicato campo ed il consorzio EcoPneus. Un’organizzazione che si è affacciata sull’area vesuviana attraverso l’intesa raggiunta tre anni fa con il Comune di Palma Campania e che da qualche settimana ha stretto il patto anche con la vicina città di Poggiomarino.



pneumatici-carabinieri

E si tratta di due località soffocate in maniera piuttosto invasiva dalla piaga dello sversamento selvaggio di rifiuti, di scarti che vengono quotidianamente gettati e bruciati tra le campagne, anche ad un passo dalle tipiche ed importanti coltivazioni locali. Ma in quei roghi, dove arrivano trafelati i vigili del fuoco, sempre meno spesso vengono trovate le tracce di pneumatici usurati. Merito, appunto, della svolta nello smaltimento dei copertoni inutilizzabili, nel riciclo di quella particolare gomma che tanti veleni può sprigionare, ma che seguendo questo canovaccio può addirittura un giorno trasformarsi in una vera e propria risorsa economica per le Amministrazioni ed i cittadini. I numeri, in tal senso, parlano chiaro: «A Palma Campania da inizio anno abbiamo raccolto ed avviato al riciclo ben 20 tonnellate di pneumatici che altrimenti sarebbero finiti nei roghi della “Terra dei Fuochi” – spiega Antonio Nunziata, referente delle Guardie Ambientali comunali di Palma Campania – una quantità enorme che si va a sommare a quella già tolta dalle strade negli scorsi anni».

Insomma, non è difficile vedere i miglioramenti anche ad occhio nudo. Le arterie prese d’assalto nell’area vesuviana erano prima completamente invase dai quei cerchi di plastica che oggi rappresentano una parte piccolissima degli scarti, dove invece la nuova frontiera è purtroppo rappresentata dai ritagli tessili. Ma l’impegno su pneumatici ed altri rifiuti selvaggi in gomma non finisce qui: «Entro fine anno, e sarà di domenica – riprende Nunziata – organizzeremo una giornata denominata “Coperton Day”, sarà una sorta di caccia al tesoro a premi in cui saranno coinvolti anche i bambini. Si tratterà di percorrere le strade di periferia e di rinvenire appunto i copertoni inservibili e che vanno smaltiti. E stavolta non sarà semplice trovarne perché la quantità diminuisce sempre più».

Palma Campania è quindi il primo comune virtuoso per il recupero di questa particolare e nociva forma di rifiuto, e Poggiomarino si appresta a fare altrettanto dopo l’accordo con EcoPneus. Ma naturalmente si potrebbe fare di più: i sindaci lamentano purtroppo carenze dal punto di vista legislativo. Oggi, infatti, chi acquista un nuovo treno di gomme per la propria auto è costretto a pagare da quattro fino ad otto di “balzello” per il futuro smaltimento, soldi che il rivenditore dovrebbe utilizzare per mandare al riciclo le gomme appena asportate. Troppo spesso, però, c’è chi contravviene alla norma, evitando di alzare il prezzo della merce o ancora prendendosi i soldi ma preferendo poi gettare comunque tutto nell’ambiente, praticando un duplice crimine.

«Consentire anche ai gommisti di portare i vecchi pneumatici in isola ecologica, permetterebbe di ridurre praticamente a zero l’inquinamento derivante dalle gomme usurate, ma è chiaro che è necessario eliminare la tassa a cui sono soggetti gli automobilisti, una tariffa creata durante la fase più cruenta dell’emergenza rifiuti». Il futuro però è a tinte rosee: non solo, infatti, i Comuni potranno smaltire a zero euro, ma con grandi quantità potranno anche chiedere ai Consorzi una cifra economica in cambio della materia prima. Dai vecchi pneumatici, infatti, oltre alla gomma che tra l’altro serve a realizzare l’asfalto drenante, si tirano fuori pure importanti quantità di metalli ferrosi.

E per conoscere, in serie, gli altri utilizzi che si possono fare della gomma usurata e lavorata basta andare sul sito di EcoPneus. Ecco una lista dei possibili usi del materiale tolto alle strade ed alle fiamme: superfici drenanti per campi di erba sintetica, condotte idriche, asfalti; superfici antitrauma per aree gioco o pavimentazioni sportive; pavimentazioni antisdrucciolo; isolanti; accessori per arredo urbano e stradale come dossi di rallentamento, cordoli e paletti; componenti per infrastrutture viarie, tranviarie e portuali; materassi per allenamenti; manufatti vari come componenti e accessori per auto; fasce e ruote piene per valige, pattini, carriole; rivestimenti; suole per calzature; articoli di cancelleria. Insomma, i vecchi copertoni possono tornare veramente utili.

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