Poggiomarino, Carmela malata di Sla. La famiglia: «Lasciati soli e presi in giro dalle istituzioni»

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Dieci fa la diagnosi di Sla, la sclerosi laterale amiotrofica, la “stronza”, quella che non lascia alcuno scampo. Ma la signora Carmela Cozzolino, 57enne di Poggiomarino, insieme alla sua famiglia non può limitarsi a lottare contro una malattia già insormontabile, impari per qualsiasi essere umano. Purtroppo, come del resto tutti quanti ne sono affetti in Campania, devono affilare le unghie anche contro le istituzioni, contro la burocrazia che nulla dà e tutto toglie, come se non bastassero le notti insonni, le sofferenze, i dolori ed il quadro generale provocato da un morbo incurabile e che ti annulla ogni funzione del corpo, tranne la lucidità mentale.



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La storia di Carmela Cozzolino è dunque uguale a quella di tanti altri, ma il marito Antonio Coppola ha però deciso di andare oltre, di lottare ancora per fare valere i propri diritti. «Non è vero quanto affermano in Regione – dice – i fondi per la Sla non sono stati stanziati, nonostante un decreto del presidente Vincenzo De Luca che qualche mese fa venne diffuso da tutti gli organi di stampa. C’è una legge – spiega – ma di quei sei milioni da distribuire a tutti i malati gravissimi non esiste nemmeno l’ombra».

Insomma, in poche parole succede questo. Più o meno in estate scoppia la “bomba politica” del taglio da parte della Giunta regionale dei fondi per la Sla: per l’opposizione è un argomento succulento e la vicenda viene portata in pubblico, sui giornali e discussa in aula. Così Palazzo Santa Lucia, per tappare la bocca a tutti, produce un documento dicendo che vengono stanziati 6 milioni di euro per l’assistenza ai malati che hanno bisogno di cure “h24” ed affetti da patologie gravissime ed incurabili come appunto la sclerosi laterale amiotrofica.

Soltanto che, al momento di fare domanda per ottenere i fondi, viene detto a tutti che non ci sono soldi: «Si tratterebbe di ricevere 1.500 euro al mese per un anno – spiega il marito della signora Carmela – ed io mi sento come un uomo che ha ricevuto dalla Regione un assegno da 18mila euro e che poi va in banca per incassarlo e gli viene detto che è scoperto».

La cifra servirebbe naturalmente per le cure a l’assistenza di Carmela, con Antonio esodato di fatto dopo avere lasciato il suo posto di dirigente di azienda per stare accanto alla moglie, ed avere speso un patrimonio nel tentativo di trovare una via di salvezza: «Ho sperato a lungo che ci potesse aiutare anche il sindaco Annunziata, molto amico di De Luca – conclude l’uomo – ma anche da lui non ho ricevuto una sola risposta».

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