Nervi tesi in consiglio a Poggiomarino, l’opposizione abbandona l’aula


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È stato piuttosto carico di tensione il consiglio comunale andato in scena mercoledì sera a Poggiomarino, appena il secondo del rinnovato mandato affidato al sindaco Leo Annunziata. Dunque, le scie di una campagna elettorale molto nervosa durano ancora da mesi e quanto si è osservato in aula è anche figlio di una propaganda che in primavera toccò vette altissime di scontro. Alla fine si è concluso con l’opposizione che ha abbandonato l’aula, lasciando all’interno soltanto i dieci membri della maggioranza, il primo cittadino e la Giunta.



Tutto sarebbe nato dalle parole del capogruppo del Pd, Michele Cangianiello, che secondo la minoranza avrebbe parlato di un comportamento mediocre da parte dell’opposizione, una minoranza in grado di fare discussione soltanto sui social network. Parole che insomma avrebbero scatenato la furia di Maurizio Falanga, Franco Carillo, Giuseppe Speranza, Ennio Bifulco, Luigi Belcuore e Marcello Nappo. I sei sono quindi andati via, abbandonando i lavori prima che finissero.

E la polemica – fatto assolutamente non nuovo – si è spostata sui social network con accuse che sono succedute particolarmente tra i simpatizzanti di centrodestro e di centrosinistra. Tra gli altri ha replicato anche lo stesso Michele Cangianiello che in un post ha riportato il suo intervento, spiegando di non avere mai parlato di mediocrità dell’opposizione ma di avere evidenziato semplicemente che il problema delle vasche e degli allagamenti poteva essere risolto anni fa già con il centrodestra quando in regione c’era “l’amico” Caldoro.

«Voglio sottolineare, e parlo in particolare del sottoscritto ma so di incarnare il pensiero di tutti in maggioranza, che qui nessuno ha alcun interesse a “tenersi buono il Presidente De Luca” – è uno stralcio dell’intervento – Noi non abbiamo chiesto nulla al di fuori di ciò che ci spetta di diritto e continueremo a chiederlo fino ad arrivare, se necessario, allo scontro, nello stesso modo con cui la passata amministrazione ha fatto con il presidente Caldoro. Siamo e saremo solo ed esclusivamente dalla parte dei cittadini, dalla parte del paese dove viviamo gli stessi disagi di tutti, non preoccupandoci di scendere in strada, a qualsiasi orario, anche di domenica, mentre la “politica di opposizione ahimè si ferma ai social”. È vero che spetta a noi amministrare questo paese e farci sentire lì dove conta, ma ci aspettavamo da voi una migliore opposizione, non limitata alla polemica sterile ma quanto meno indirizzata agli interessi della collettività. Forse questi ulteriori 5 anni vi aiuteranno a migliorare».

E polemica nella polemica, dai banchi dell’opposizione c’è chi attacca anche il presidente del consiglio, Gerardo Alberti, reo di non avere dato la parola al leader dell’opposizione, Maurizio Falanga, ed al consigliere di maggioranza, Roberto Raffaele Giugliano. Insomma, quantomeno c’è stata “par condicio”.

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