Mutui, in Italia il mercato dà segnali di ripresa


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Il mercato dei prestiti erogati alle famiglie per l’acquisto di abitazioni ingrana una marcia positiva, consolidando il trend positivo del credito avviato ormai due anni fa. Merito anche dell’aumento dei prodotti a disposizione, anche online.



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Prosegue il trend positivo del mercato del credito in Italia, che anche nel secondo trimestre del 2016 ha assistito alla crescita del numero di prestiti erogati alle famiglie per l’acquisto di abitazioni, consolidando dunque i risultati positivi avviati ormai da due anni, sin dalla metà del 2014, e soprattutto  all’incremento del volume complessivo, che ancora una volta – per il quinto trimestre consecutivo – superano i 10 miliardi di euro. Lo rileva un’analisi di Tecnocasa che ha effettuato uno studio approfondito sulla base dei dati del bollettino statistico di Bankitalia di ottobre 2016.

Italia, i mutui in aumento. Le erogazioni di prestiti continuano in ambiente positivo da ormai due anni, e a metà 2016 hanno raggiunto quota 13.223 milioni di euro: vale a dire, un dato superiore del 28,5 per cento rispetto a quello riscontrato nell’analogo periodo del 2015. Guardando più da vicino i numeri del primo semestre 2016, alle famiglie italiane sono stati erogati nel complesso finanziamenti per l’acquisto della casa per un valore di 24.277 milioni di euro; migliora anche il saldo semestrale, in rapporto a quanto rilevato nel primo semestre 2015, con un aumento dei volumi pari a +39,6%, per un controvalore di +6.888 milioni di euro.

Un punto sui tassi Euribor e Eurirs. Restano positivi anche gli andamenti dei tassi di riferimento: dai limiti massimi toccati a luglio 2011 (quando arrivò all’1,6%), il tasso Euribor a tre mesi ha infatti intrapreso una parabola discendente che lo ha dapprima portato rapidamente a quota 0,19% nel Dicembre 2012 e poi ad attestarsi intorno a quota 0,20% per tutto il biennio 2013- 2014; dopo il dato sottozero del Maggio 2015, infine, la quotazione ultima del Settembre 2016 è arrivata a -0,30%. Simile il trend del tasso Eurirs a 25 anni: media sul 3,4% nel 2011, picchiata nel Giugno 2012 (a quota 2,13%), risalita nel 2013 e nuovo “saliscendi” nell’ultimo biennio, fino al minimo toccato ad Agosto di quest’anno (0,76%) e l’ultimo dato dello 0,81% a Settembre 2016.

Entra in scena il web. Un ulteriore impulso alla crescita delle nuove erogazioni arriva dai nuovi strumenti messi a disposizione dal Web, e in particolare dal successo della soluzione proposta dal colosso finanziario ING Direct, che ha lanciato la sua soluzione per i mutui on line, il Mutuo Arancio che si declina in tre differenti offerte: mutuo a tasso variabile, con rata in linea con l’andamento dei tassi di mercato; tasso fisso, per chi invece preferisce la certezza di una rata stabile per tutta la durata del mutuo; tasso fisso rinegoziabile, che invece è una sorta di compromesso tra le due precedenti.

La crisi del sistema bancario tradizionale. Il web sembra farsi preferire anche per il fattore costi, che invece sta penalizzando i “vecchi” istituti di credito. L’ultimo allarme in tal senso arriva dalle associazioni Adusbef e Federconsumatori, che hanno denunciato come in Italia, in un panorama europeo di riduzione o al massimo stabilitài tassi su mutui e prestiti sono addirittura rincarati, con “un differenziale di +49 punti base sui mutui casa; di +154 sui prestiti personali, portando un mutuatario a pagare per ogni prestito ventennale di 100.000 euro, una maggiore rata di 24 euro al mese; 288 euro l’anno; 5.760 euro a fine ammortamento; mentre per un prestito triennale di 30.000 euro, il differenziale in più comporta 20 euro in più al mese; 240 euro l’anno; 720 euro alla fine del prestito”. Le associazioni di consumatori attaccano per questo la Banca d’Italia e il sistema bancario nazionale, che viene definito “caro, inefficiente ed in conflitto di interessi con le banche socie”. Bene fa, dunque, il risparmiatore che scopre canali innovativi e più competitivi.

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