Falsi braccianti agricoli, in 16 a processo: c’è il titolare del Caf di Poggiomarino


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Secondo l’accusa procacciava i falsi braccianti agricoli attraverso cui l’organizzazione truffava l’Inps. Finisce anche lui a processo insieme ad altre 15 persone: si tratta di Angelo Imparato, 46 anni, di Poggiomarino, titolare del patronato finito nel vortice dell’inchiesta che ha coinvolto il Salernitano in merito ai benefit sui fittizi rapporti di lavoro.



braccianti

Gli altri indagati sono Michele Setaro, 50 anni, di Battipaglia, che curava i rapporti con le varie sedi Inps della provincia e, in particolare, con Giovanni Barbaro, 66 anni, ispettore dell’Istituto di previdenza, anche lui rinviato a giudizio; Vincenzo Manganielli, 50 anni, di San Valentino Torio, che fungeva da collettore delle richieste di assunzioni in agricoltura. Gli imprenditori agricoli che assumevano i falsi braccianti, invece, erano: Gennaro Nappi, 60 anni, di Scafati; Giovanni Sabetta, 61, di Eboli; Sabato Vivone, 56, di Eboli; Giovanni Niero, 48 anni, di Capaccio; Adelmo Attanasio, 58 anni, di Capaccio; Giuseppe Scarpa, 52 anni, di Eboli; Donato Sica Salerno, 37 anni, di Eboli; Antonio Minichiello, 60 anni, di Battipaglia.

Rispondono sempre di associazione finalizzata alla truffa i consulenti del lavoro Alfonso Aufiero, 45 anni, di Salerno e Nuvola Natale, 35 anni, di Capaccio. Non rispondono di associazione, ma solo di truffa ai danni dello Stato gli imprenditori agricoli Damiano De Gregorio, 71 anni, di Torre del Greco e Marco Noschese, 42 anni, di Eboli.

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