Cava Ranieri, sopralluogo del presidente dell’Osservatorio Patrimonio Culturale

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Il presidente dell’Osservatorio Patrimonio Culturale ed ex assessore alla cultura del comune di Torre Annunziata, Antonio Irlando, a cui si deve la conversione del palazzo comunale Criscuolo in sede espositiva permanente ospitante attualmente la Mostra con gli Ori di Oplonti, ha effettuato un sopralluogo a Cava Ranieri a Terzigno, un’area abbandonata al degrado ambientale dove è avvenuto l’interramento di due ville romane del secondo secolo avanti Cristo, accompagnato dall’attivista del Comitato Civico Vesuviano, Gennaro Barbato, dal direttore de Il Cactus Giornale Francesco Servino e dallo studioso Raffaele Vaccaro dell’Université libre di Bruxelles.



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Irlando ha così commentato la visita: «Sono particolarmente arrabbiato: la sublimazione di questo degrado c’è stata con l’operazione presentata come un’azione di “tutela”, un termine improprio perché laddove lo Stato non può proteggere interra, se ne lava le mani e lascia che lo squallore continui. Siamo in una zona di grande valore ambientale che è ridotta a una discarica di rifiuti clandestini, nell’indifferenza generale: il Comune di Terzigno ha una precisa e insostituibile responsabilità sullo stato di indecenza in cui versa l’area. Il Comune deve attivare azioni di richiesta di aiuti allo Stato e alla Regione per rendere Cava Ranieri patrimonio pubblico: è il primo atto da fare, non azioni spot come la mostra, perché poi avvengono delle operazioni squallide come l’interramento, forse anche nell’indifferenza dell’ente locale. L’unico atto serio che può fare il comune è chiedere l’acquisizione al patrimonio pubblico di quell’area e poi legare alla richiesta di acquisizione un progetto di sviluppo».

Dal sopralluogo sono emersi nuovi depositi di rifiuti dentro e ai margini di Cava Ranieri, a cui viene sistematicamente dato fuoco impregnando l’aria di veleni, e la presenza di numerosi reperti archeologici anche importanti sparsi attorno alle ville, nonostante siano stati spesi 70mila per interrarle, operazione ventilata come di tutela.

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