Allagamenti, ok al documento: ecco gli interventi dei sindaci. Scafati va via sbattendo la porta


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Consiglio intercomunale a Striano sugli allagamenti: erano presenti le amministrazioni dei comuni di Poggiomarino, Striano, San Giuseppe Vesuviano, Terzigno, Palma Campania, San Marzano sul Sarno, Sarno, San Valentino Torio e i sindaci dei comuni di Scafati, Nocera Inferiore e Ottaviano. Ha aperto i lavori dell’assise il presidente del consiglio comunale di Striano, Giuseppe Maccarone, che dopo i saluti di rito, l’appello dei presenti, ha dato inizio alla seduta.



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Ha cominciato il sindaco di Striano Aristide Rendina: «Questa è la “terra dell’acqua”. Ho scritto una lettera al presidente De Luca per chiedergli un suo intervento, perché è vero che esiste la Terra dei Fuochi mediaticamente più conosciuta, ma abbiamo anche la terra dell’acqua, dell’acqua putrida e velenosa». Poi è stata la volta del sindaco di Terzigno Francesco Ranieri: «Siamo terrorizzati quando vediamo il cielo chiudersi e cadere le prime gocce d’acqua. Oggi è una giornata storica perché tutti i sindaci si sono uniti mettendo da parte i colori politici, per trovare soluzioni comuni».

Il sindaco di Palma Campania, Vincenzo Carbone ha sottolineato che non basta essere ascoltati «per poi non ottenere nulla, ma ora bisogna agire». Poi è stata la volta del sindaco di Poggiomarino Leo Annunziata: «Sono d’accordo con il sindaco di Palma Campania quando dice che a questa serata deve seguire un incontro con il presidente De Luca, ritengo che l’istituzione regionale debba farsi carico. Noi viviamo in una situazione drammatica e vedrete che sarò costretto a chiudere le scuole in caso di pioggia e quindi negare il diritto allo studio ai miei cittadini».

Intervento invece più tecnico per il sindaco di Nocera Inferiore Manlio Torquato: «Propongo che nel documento sia fatta una integrazione chiedendo anche il rifacimento del fondale e dei muri di contenimento del Fiume Sarno». Incisivo la fascia tricolore di Ottaviano Luca Capasso che ha sottolineato anche l’esigenza di dover coinvolgere in tale problematica anche altri organi istituzionali come i prefetti di Napoli e Salerno: «Visto che noi sindaci siamo in diretto contatto con la prefettura chiedo di trasmettere tutti questi atti al Prefetto, che sia informato anche dei problemi di ordine pubblico quando le nostre città si allagano».

Anche il sindaco di San Giuseppe Vesuviano, Vincenzo Catapano si è dichiarato d’accordo con la proposta di Capasso, poi ha voluto anche sottolineare come il suo comune ad oggi per colpa degli allagamenti abbia dovuto pagare 800mila euro per danni. Poi è stata la volta del sindaco di San Marzano sul Sarno, Cosimo Annunziata: «Siamo rimasti effettivamente gli unici guardiani del territorio, lo dice il sindaco di un territorio che era famoso in tutto il mondo per il pomodoro ora non viene più coltivato perché vittime di una devastazione ecologica. Nel mio comune facciamo la danza della “non pioggia”».

Molto duro invece l’intervento del sindaco di San Valentino Torio, Michele Strianese: «Noi non stiamo dicendo no ai finanziamenti, non stiamo dicendo no a questo progetto. Stiamo dicendo che ci sono anche altre soluzioni per non devastare i nostri territori», dice riferendosi al Grande Progetto Fiume Sarno. Discorso simile a quello del presidente della Provincia di Salerno e sindaco di Sarno Giuseppe Canfora: «Non possiamo assolutamente rischiare di perdere i finanziamenti del grande progetto Sarno in quanto rappresentano una grande opportunità per i nostri territori, dobbiamo sicuramente rivedere qualche punto di questo progetto come ad esempio limitare il consumo del nostro suolo».

Discordante con tutti, fino al punto di chiudere il proprio intervento andando via e sbattendo la porta, è stato invece il sindaco di Scafati, Pasquale Aliberti, che ha ribadito la necessità di realizzare le vasche di laminazione che andrebbero poi a rovinare ulteriormente i territori tra Poggiomarino, Striano e San Valentino Torio. Alla fine il documento è stato approvato all’unanimità dei presenti: ora ogni consiglio comunale dovrà fare altrettanto entro 15 giorni per rendere efficace la delibera.

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