Poggiomarino, aveva in casa pistola con matricola abrasa: nuovo arresto per il “camionista” Aliberti


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Aumentano i guai per Angelo Raffaele Aliberti, il camionista pesantemente coinvolto nel procedimento a carico dei ladri di tir nell’area agrovesuviana. A complicare la situazione il rinvenimento nella sua casa di una pistola semiautomatica con matricola abrasa. Il 52enne di Poggiomarino, già agli arresti domiciliari, ha trascorso una notte nel carcere di Poggioreale prima di tornare all’originaria misura detentiva disposta dal gip del tribunale di Nocera Inferiore.



Ma adesso, oltre alle accuse di associazione a delinquere e appropriazione indebita, dovrà rispondere anche di porto abusivo di arma da fuoco, trattandosi inoltre di una pistola di cui non è possibile stabilire la provenienza. A trovare l’arma sono stati gli agenti di polizia del commissariato di San Giuseppe Vesuviano, che su ordine della procura nocerina si sono recati presso l’abitazione di Aliberti, in via San Francesco, per alcuni perquisizioni riguardanti il procedimento di furti in corso.

Arrivati nell’abitazione, i poliziotti hanno sequestrato alcuni incartamenti, poca roba tuttavia dal punto di vista delle indagini, ma uno degli uomini in divisa ha però notato qualcosa di strano in una delle stanze, dove un mobile era in posizione obliqua, quasi come se fosse stato rimesso in fretta al proprio posto. Un’intuizione che alla fine si è rivelata fondamentale perché una volta spostato l’elemento d’arredo, dietro all’incavo con il mobile vicino, è spuntata fuori una scatola di una macchina fotografica, dove all’interno c’era appunto la pistola avvolta però da uno straccio bianco.

Si tratta precisamente di una semiautomatica modello Beretta 1934 calibro 9, priva di caricatore e con le matricole abrase – sino in profondità – sia della canna che del castello. Naturalmente gli agenti hanno chiesto subito conto al 52enne della pistola, senza però ottenere risposta, così il poggiomarinese è stato ammanettato e portato nel commissariato sangiuseppese, verso cui è stato portato nel penitenziario di Poggioreale, mentre ieri mattina il giudice ha disposto gli arresti domiciliari.

L’arma ritrovata nell’abitazione di Aliberti, intanto, è stata inviata al Racis per stabilire se di recente sia stata utilizzata o meno in fatti di sangue. Appena poche settimane fa la Procura aveva rigettato l’istanza di scarcerazione per il 52enne, che chiedeva di essere processato da uomo libero.

pistola

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