A Palma arriva il canone concordato: fittare casa costerà meno a proprietari ed inquilini


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La seconda città, dopo Napoli, ad aver stipulato gli accordi territoriali che consentono ai cittadini di avere agevolazioni fiscali è Palma Campania. Un importante strumento a disposizione dei locatori e degli inquilini palmesi. Esprime soddisfazione il consigliere comunale Nello Donnarumma (nella foto), artefice dell’accordo: «Ci è voluto, tempo, pazienza, impegno ma alla fine siamo riusciti a mettere intorno ad un tavolo i sindacati e li abbiamo convinti a firmare. Dopo Napoli siamo l’unico comune ad aver stipulato, quest’anno, gli accordi territoriali. Una misura che consentirà ai locatori e agli inquilini di avere numerosi vantaggi fiscali. Uno strumento che fa risparmiare i cittadini e combatte il sommerso. Non serve per forza essere in maggioranza per mettersi al servizio dei cittadini. Le cose si possono fare, basta avere la volontà di farle».



Grazie all’accordo sia Inquilini che locatori potranno godere di alcuni importanti vantaggi. Se il reddito percepito dal locatore viene, infatti, riportato in dichiarazione dei redditi, grazie al fatto che il contratto è stato stipulato in regime convenzionale (agevolato) il locatore gode di uno sconto sulla base imponibile pari al 30%, che pertanto abbatte sensibilmente l’IRPEF da versare.

Ad esempio: se percepisco un canone di locazione “agevolata” di 5.000 euro. Calcolo il 30%, cioè 5.000*30% = 1.500 (il valore dello sconto). Ai 5.000 tolgo i 1.500 di sconto, per cui la base imponibile su cui calcolo l’Irpef è di 3.500 euro. Se il locatore, invece, decide di aderire alla cedolare secca, il reddito percepito viene tassato direttamente con una percentuale pari al 10% al posto del 21%. Ad esempio, se percepisco un canone di locazione “agevolata” di 5.000 euro, questo subisce un’imposta pari a 5.000*10% = 500 anziché di 1.050 euro.

Per gli inquilini in ragione del reddito dichiarato vi sono detrazioni di imposta maggiori rispetto alla detrazione ordinaria. Detrazione ordinaria di euro 300 se il reddito non supera euro 15.493,00 ed euro 150 se il reddito è compreso tra euro 15.493 ed euro 30.987. Col contratto a canone concordato, con gli stessi limiti di reddito,si passa da euro 300 a euro 495,80 e da euro 150 a euro 247,90. Con la recente legge di stabilità, il canone concordato, porta, per chi lo applica, anche una riduzione del 25% sull’Imu.

donnarumma

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