Dei 1.048 migranti oggi nel porto di Salerno, in questo quattordicesimo sbarco nel capoluogo, 548 rimarranno in territorio campano e di questi 150 a Salerno; i restanti verranno così distribuiti: 100 in Piemonte, Veneto, Lazio e Lombardia; 50 in Abruzzo e altrettanti in Umbria. Per quanto riguarda i quasi 550 che resteranno in Campania è stata anche allertata l’area vesuviana dove ci sarebbero un centinaio di posti disponibili sparsi tra diversi comuni.

Tra le tante storie di vita e speranza, quella di un padre 34enne di origine libica che ha affrontato un lungo viaggio per salvare la figlioletta di tre anni gravemente malata. Con lui, che teneva stretto la cartella clinica della piccola Baaharam, anche la moglie e l’altra figlia di cinque anni. In occasione dello sbarco, un appello alla solidarietà ma anche alla sicurezza è stato rivolto questa mattina dal prefetto di Salerno, Salvatore Malfi, il quale ha ribadito che “bisogna essere solidali verso chi è in difficoltà”.

Tra le persone sbarcate al molo 3 gennaio, a bordo della nave militare spagnola Reina Sofia, anche il cadavere di un trentenne proveniente dalla Nuova Guinea, recuperato già morto in uno degli undici interventi che hanno portato al salvataggio di questi oltre mille migranti.

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