La richiesta di patteggiamento di Rosaria Patrone è stata respinta. Salvo nuove trattative, la giovane di Somma Vesuviana, ex fidanzata di Giosuè Ruotolo, sarà processata dinanzi a un giudice monocratico di Pordenone e non accederà, dunque, al rito abbreviato. A riportare la notizia è il Messaggero Veneto, e sulla decisione dei giudici potrebbero avere influito gli ultimi verbali pubblicati da Giallo in cui Rosario avrebbe riferito a  Giosuè l’esistenza di proprio foto intime nelle mani di Trifone.

Scrive il Messaggero Veneto: «I pm Matteo Campagnaro e Pier Umberto Vallerin, titolari dell’inchiesta sul duplice omicidio di via Interna, non hanno prestato il loro consenso all’istanza depositata dal legale di fiducia della venticinquenne campana Costantino Catapano. L’avvocato di Patrone aveva proposto una pena di otto mesi di reclusione. In Procura, però, ci si attendeva una proposta diversa. L’auspicio degli inquirenti era che la giovane potesse contribuire ulteriormente alle indagini. Su questo versante da Somma Vesuviana non è stato chiesto alcun incontro. L’avvocato Catapano aveva ribadito anche nei giorni scorsi che Rosaria aveva detto tutto ciò che sapeva nelle venti ore di interrogatori».

E ancora: «Il 10 ottobre inizierà il processo a Giosuè Ruotolo alla Corte di assise di Udine, presieduta da Angelica Di Silvestre. In questi giorni partiranno le chiamate per la nomina dei giudici popolari. In Procura a Pordenone, intanto, si lavora al processo, limando la strategia. In aula si alterneranno, nelle vesti dell’accusa, i due pm titolari dell’inchiesta. La difesa, con gli avvocati Roberto Rigoni Stern e Giuseppe Esposito, potrà sfoderare finalmente le sue carte».

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