Che Terzigno fosse una delle città vesuviane maggiormente abitate e vissute dai cinesi, si sapeva già da tempo. Ma sui numeri c’è sempre stata poca chiarezza, almeno fino ad adesso. Avviati i censimenti delle imprese tessili per contrastare il fenomeno degli sversamenti e degli incendi di rifiuti, il Comune ha contato ben 300 imprese gestite da cittadini orientali, e si tratta soltanto di quelle regolari.

Insomma, cifre destinate a crescere con il “sommerso”, con quelle fabbrichette spesso abusive che si trovano nei sottoscala e che sono sconosciute al fisco. E per quanto riguarda il numero complessivo di extracomunitari ci sono poi da aggiungere, anche se in parte minore, i maghrebini e la popolazione bengalese ed indiana. Insomma, un numero sempre più cospicuo.

Per la maggior parte i cinesi gestiscono laboratori tessili, ma non mancano anche nella ristorazione ed in attività di vendite al dettaglio ed all’ingrosso di prodotti per la casa ed elettronica. Insomma, avviata una prima parte dell’attività voluta dal sindaco Francesco Ranieri per provare a tenere quantomeno in mano il polso della situazione a riguardo degli stranieri presenti a Terzigno.

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