“Una destinazione non è mai un luogo, ma un nuovo modo di vedere le cose”. Henry Miller aveva le idee chiare, nel secolo scorso, ma devo dirvi che non è stato lui a suggerirmi questo pensiero; bensì una signora dolcissima e forte al tempo stesso, incontrata durante le mie vacanze d’agosto trascorse in uno tra gli itinerari più belli della nostra meravigliosa terra campana.
A metà strada tra le atmosfere del Bertram Hotel di Miss Marple e del Grand Budapest Hotel di Wes Anderson, si erge sul litorale di Castellabate, in provincia di Salerno, l’Hotel Residence Paradiso: un luogo incantevole ove alla naturale bellezza del posto, tra alberi di fico e mare cristallino, si aggiunge la squisita cortesia e disponibilità dei proprietari e la straordinaria attenzione riservata ai prodotti locali, valorizzati da una Cucina di altissimo livello riservata a grandi e piccini.
Non vi nego che un velo di malinconia mi assale, nello scrivervi di questo luogo magico dove il tempo scorre piacevolmente lento, al riparo dallo stress della vita quotidiana; ideale per chi – da solo, od in compagnia – agogna un periodo di serenità, al contempo lontano dalla noia. Serate musicali, dal blues del duo toscano-cilentano “BluesWood” al “piano-bar pop” di Rossella Palumbo e Rosario Crucito, fino ai tribute band per un certo Vasco Rossi, o dedicati al compianto Lucio Battisti (eventi coinvolgenti e travolgenti!); attività sulla spiaggia, aperitivi, incontri e chiacchierate sotto le stelle della piazzetta dell’hotel (colgo l’occasione per abbracciare ancora gli straordinari Lella e William Iori, di Modena, conosciuti al Paradiso), rendono il soggiorno decisamente unico. Un piccolo mondo, una parentesi ove chi – come me – ama scrivere, trova ispirazione nelle storie degli avventori, degli artisti, dei bambini che giocano liberamente sotto l’occhio vigile dei genitori e delle animatrici. Tutto procede “slow”, lontano dalle urla ed i rumori dei grossi complessi turistici; dove ciascuno è riconosciuto per il suo nome e non per il numero di stanza: dove si ritrova l’identità perduta. Ad Enzo, Domenico e Nella Di Sessa, proprietari dell’Hotel Paradiso (ed assidui lettori de Il Fatto Vesuviano), devo tanto: non è facile, tenermi lontana dallo stress e dalle mille idee e progetti che affollano la mia mente; ebbene, loro elargiscono il dono del relax e della serenità a tutti coloro trascorrono le vacanze presso di loro.
Il regalo speciale che mi è stato riservato, poi, è tutto nell’incontro con una Donna fantastica, che con la sua Cucina rispettosa delle tradizioni cilentane e delle materie prime che quotidianamente le giungono freschissime nel suo regno, mi ha insegnato quanto Miller andava sostenendo un secolo fa. “Quel nuovo modo di vedere le cose”, che porterò con me per tutta la vita.
Angela Lembo è una Chef con 35 anni di esperienza, una donna sorridente e dinamica, che nel suo curriculum vanta collaborazioni con Hotels a cinque stelle; l’ho vista affrontare con determinazione ogni imprevisto potesse capitare in cucina: lei, animata da profonda passione, che vince anche gli sbalzi di pressione dovuti al caldo estivo, pur di realizzare con cura e dovizia di particolari i piatti destinati a noi tutti avventori dell’Hotel. Il menù del giorno arriva su una lavagnetta posto fuori al portico della sala pranzo, comunicato pochi minuti prima dei pasti; perché “dipende da quel che si è comprato il mattino, Eliana: noi non amiamo congelare e cuciniamo sempre al momento; al mattino per il pranzo ed al pomeriggio per la cena, come a casa!”. Orgogliosissima della sua famiglia e dei suoi 13 fratelli e sorelle, mi ha raccontato di tutte le vicissitudini accadute dopo la morte improvvisa del padre e di come ha dovuto rimboccarsi le maniche, facendo e facendosi forza ogni giorno, senza fermarsi. Un esempio vero per tutte e tutti noi, che troppo spesso, ci lamentiamo per cose futili.
Angela mi ha regalato alcune tra le sue ottime ricette; oggi, ne voglio condividere con tutte e tutti voi – affettuosi lettori ed affettuose lettrici della mia rubrica su Il Fatto Vesuviano – una davvero dolcissima, che come una “madeleine” di proustiana memoria vi riporterà indietro, in un tempo dove i dolci più buoni erano quelli poveri, ma ricchi di amore, preparati dalle nostre nonne.
Ringraziando Angela, Alfredo (il bravissimo Chef dei secondi) e Tania (Chef degli antipasti e aiuto nei dolci) e ancora Enzo, Domenico e Nella, vi auguro una buona lettura e soprattutto di riuscire a realizzare con lo stesso amore di Angela, questa preziosa ed antica ricetta.

MOSTACCIOLI CILENTANI DI ANGELA LEMBO Ingredienti Per l’impasto 1 kg di mandorle sgusciate e pelate; 1 kg di zucchero semolato; 3 albumi; 1 bicchierino di liquore Strega; chiodi di garofano q.b.

Per la glassa 1 limone medio; 1 albume; zucchero a velo q.b.

Preparazione Munitevi di un frullatore e versatevi prima le mandorle; dategli uno/due colpetti per tritarle grossolanamente e poi aggiungetevi lo zucchero; frullate a velocità medio/bassa aggiungendovi pian piano gli albumi montati a neve e poi il liquore. Una volta ottenuto un composto omogeneo e morbido, versate il tutto in un contenitore di acciaio e fate raffreddare in frigorifero per 12 ore. Una volta trascorso il tempo, con le mani asciutte, lavorate la pasta e ricavatene una sorta di serpentello; poi, tagliate in diagonale pezzetti di pasta e sistemateli ciascuno su un pirottino di carta. E’ giunta l’ora della glassa al limone.  Sbattete dolcemente con l’aiuto di una frusta l’albume con il succo di limone e poi aggiungetevi, poco alla volta lo zucchero, fino a realizzare una glassa bianca, omogenea, dalla consistenza non eccessivamente liquida. Con l’aiuto di un cucchiaio, versate il tutto su ciascun pezzo di pasta di mandorle e concludete infilando nel mezzo di ogni pasticcino un chiodo di garofano. Non vi resta altro che aspettare il tempo che la glassa si rapprendi ed indurisca un po’ a temperatura ambiente (in questo periodo estivo sistemateli nella zona più fresca ed aerata a disposizione), per poi gustare tutta la straordinaria bontà di questi pasticcini meravigliosi, il cui profumo costituisce di per se’, durante la preparazione, una terapia anti-stress. Al prossimo giovedì, sempre su Il Fatto Vesuviano, con la vostra Lady! Buon week-end!

MOSTACCIOLI CILENTANI