Scoppia la polemica di Ferragosto a Poggiomarino in relazione alla lotta al randagismo. A farsi sentire è l’associazione Angeli di Strada, l’unica organizzazione che si occupa realmente del problema sul territorio della città vesuviana e che fa capo ad un cospicuo numero di volontari, persone che tuttavia “autofinanziano” sostanzialmente ogni attività. L’onlus nei giorni scorsi ha lasciato un messaggio piuttosto duro, ma anche molto cordiale, in merito alla situazione globale della piaga del randagismo a Poggiomarino.

Ed il riferimento più chiaro è quello rivolto all’Amministrazione, si cui Angeli di Strada scrive: «Le 20 sterilizzazioni che ci avete concesso sono state un segno di civiltà, e ora che sono finite bisogna ricominciare, e non possiamo farlo da soli. Occuparsi del randagismo è un segno di civiltà anche per chi non è amante degli animali. Per favore non tagliateci le gambe per puro egoismo. Noi siamo pazzi perché facciamo tutto da soli con i nostri aiuti, ma voi non fateci perdere la passione, non abbiamo un rifugio, abbiamo solo le nostre case e i nostri risparmi, non trattateci come accalappiacani». Insomma, le richieste sono varie; dalle sterilizzazioni per ridurre le nascite, fino ad un rifugio che aiuterebbe a dare una casa anche temporanea ai “pelosi”.

Ed infine l’ultimo appello rivolto sempre al Comune: «C’è bisogno dell’aiuto di tutti, soprattutto delle Istituzioni competenti. Chiediamo di non elemosinare sulla voce “Randagismo” del bilancio comunale. Ai cittadini chiediamo di essere un po’ volontari, di essere partecipi. Alle Istituzioni chiediamo il dialogo, non sbatteteci la porta in faccia. Non abbandonate anche noi».

cani randagi