I carabinieri di Teano, in provincia di Caserta, hanno scoperto a casa di un uomo di 79 anni, Armando Aria, numerosi reperti archeologici, che secondo la Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, sarebbero stati rubati nel Museo Archeologico di Teano.

Si tratta in particolare di beni risalenti al IX-VIII secolo a.C. e al I-II secolo dopo Cristo, tra cui una lucerna in terracotta rubata il 14 gennaio di quest’anno, e 24 tra anfore decorate, testine in terracotta e vasetti. Gli oggetti sono stati sequestrati in attesa di essere affidati alla Sovrintendenza per accertamenti. Le indagini della Procura hanno portato pochi giorni fa all’emissione di misure cautelari per 4 persone, sospettate di furto di beni archeologici e al recupero negli ultimi mesi di oltre 170 opere di interesse storico per un valore di 500mila euro.

L’uomo accusato del furto è secondo gli inquirenti un antico sodale del “professore vesuviano”, che negli “anni d’oro” della Nuova Camorra Organizzata era riuscito a fare battezzare il figlio dal padrino più cruento della storia della criminalità organizzata di Napoli e provincia.

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