Il Nordafrica nuovo punto di snodo della camorra vesuviana, un punto vicino e che si percorre via mare senza troppe difficoltà, e dove anche sul posto è facile a quanto pare trovare connivenze ed appoggi in cambio di una piccola percentuale economica dei profitti. Il Marocco e la Tunisia sono il punto strategico dei clan vesuviani, dunque, per portare sotto al vulcano la droga e le sigarette di contrabbando.

La Dia, nella sua recente relazione scrive: «Le evidenza giudiziarie raccolte nel semestre rilevano come le stesse basi logistiche, in particolare quelle tunisine, siano diventate strumentali anche per il contrabbando internazionale di tabacchi lavorati esteri, organizzato da elementi del clan Aquino-Annunziata di Boscoreale». In sostanza, oltre alla droga ci sono le “bionde”, mercato quasi completamente di esclusiva dei cartelli boschesi.

E si tratta spesso di sigarette avvelenate: dagli esami di laboratorio effettuati sulle sigarette contraffatte arrivate in Europa e negli Stati Uniti, emerge la presenza di sostanze da taglio oggettivamente preoccupanti. È capitato in alcuni laboratori, di trovare escrementi, insetti morti, muffe, percentuali elevatissime di piombo, cadmio, catrame. Costano meno, ma fanno più male.

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