Ripristinare la legalità. È questo il diktat che l’amministrazione comunale di Palma Campania per ciò che concerne la gestione del forte flusso migratorio verificatosi negli ultimi anni sul territorio. Un’ondata che non ha fatto registrare particolari problemi di convivenza tra popolazione locale e la folta rappresentanza di cittadini provenienti in particolar modo dall’Asia, ma che ha comunque creato qualche situazione di illegalità a cui il governo cittadino, nella persona del sindaco, Vincenzo Carbone, ma anche del delegato all’immigrazione, Mimmo Montanino, sta cercando di porre rimedio.

Vincenzo Carbone, in prima persona, si è preoccupato, in più circostanze, di assistere alle operazioni di controllo svolte dagli organi preposti nei locali presi in fitto da queste persone per lo svolgimento delle loro attività. Proprio al termine di questi controlli, due locali, siti in via Trieste e via Nuova Sarno, sono risultati non conformi al certificato di agibilità regolarmente rilasciato, in quanto adibiti a luogo di preghiera, per giunta frequentato da un numero di persone di gran lunga superiore rispetto al consentito e non all’utilizzo commerciale come in realtà previsto dalla destinazione d’uso autorizzata. Una decisione che arriva l’indomani del Ramadan, dove all’esterno della tendostruttura, spazio rilasciato per 150 persone, si erano invece riversati in migliaia senza alcun controllo. Per entrambi i locali è stato predisposto lo sgombero di ogni altra persona che, a qualsiasi titolo, utilizzi i locali come sopra indicato, con conseguente multa per i proprietari.

«Sono pienamente soddisfatto – ha affermato Carbone – dell’operato delle forze dell’ordine e dell’ufficio tecnico. Il pieno rispetto della legalità è una prerogativa ineludibile della mia amministrazione, a prescindere dall’etnia dei cittadini o dal colore della loro pelle. Siamo aperti ad accogliere gli immigrati che arrivano qui e si integrano nel pieno rispetto delle nostre leggi, non possiamo però tollerare violazioni di nessun tipo. Nemmeno quelle aventi finalità di culto, come le attività svolte nei due locali appena chiusi. Mi auguro che tali provvedimenti servano anche a far comprendere non solo agli immigrati, ma pure ai proprietari del locali, l’importanza del rispetto di tutte le regole previste in materia al fine di evitare situazioni spiacevoli. Dal canto mio, posso garantire alla mia gente il massimo impegno, peraltro già ampiamente profuso fino ad oggi, nell’affrontare la problematica. Nessuna violazione sarà tollerata».

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