«Se la frase “vai contro di me, vai sotto terra” la dicesse una ragazza di quattordici anni, la cosa sarebbe grave, ci sarebbe da capire cosa quella ragazzina con tale frase volesse dimostrare, che messaggio volesse inviare. Se poi a dirlo è la figlia del boss allora tutto è chiaro. Questa ragazzina che cresce in un mondo “diverso”, fatto di odio e rancore nei confronti dello Stato delle forze dell’ordine della giustizia». A denunciare il fatto ed a scrivere è un testimone di giustizia, che ha contribuito a mandare in carcere diversi camorristi ed un ras di un clan egemone tra Castellammare di Stabia e Pompei.

L’uomo aggiunge: «Lei vive nel lusso, senza un padre poiché in galera, ma con una madre che prende le redini della famiglia e vigila sugli affari. A quella frase scritta su Facebook, arrivano subito gli elogi e gli incoraggiamenti dei parenti che pubblicano sul social apprezzamento per le parole scritte dalla ragazzina, facendo in modo che la stessa sia una diva della camorra, una futura donna del clan, forte, capace di affrontare tutto e tutti, pronta a punire chi non è con lei e a far rispettare il cognome».

E ancora: «Tutto ciò è allarmante, devastante ma avviene sotto agli occhi di tutti e sembra che questa società distratta, sia affascinata dal potere criminale dal lusso dal potere. La camorra alleva i suoi figli tra il lusso è la violenza, inculcando in loro la legge del più forte della violenza il silenzio, l’azione del punire chi non è con loro. Non ci sarà speranza per noi popolo onesto se la cultura della legalità non sarà tra la gente nel dna di ognuno di noi e se continueremo a leggere frasi come questa».

figlia boss