È tornato ristretto in carcere ad Opera, a Milano, Rosario Giugliano detto “’o minorenne”, killer del clan Galasso di Poggiomarino e che di recente si era riaffacciato nella sua città natale grazie ad alcuni permessi premio. Il 55enne legato a doppio filo a quella che fu una delle più cruente cosche dell’area vesuviana ha violato le prescrizioni della semilibertà, e nei mesi scorsi il tribunale di sorveglianza lombardo ha tolto i benefici all’esponente della vecchia camorra.

Ad incastrare quello che fu una delle “bocche di fuoco” del boss Galasso è stato il comandante della stazione dei carabinieri di Poggiomarino, il maresciallo Andrea Manzo, che pedinò per settimane Giugliano fino a trovarlo in compagnia di alcuni pregiudicati dell’area agrovesuviana. Il “minorenne”, infatti, ha avuto a lungo l’opportunità di uscire dal penitenziario meneghino alle 8 del mattino per poi rientrare alle 23, periodo in cui è riuscito anche ad ottenere dei permessi-premio di determinati giorni, periodi in cui il 55enne era solito tornare a Poggiomarino ed in altre località limitrofe dove aveva i suoi affetti.

Era l’inverno, tuttavia, quando i militari dell’Arma di Poggiomarino notarono alcuni movimenti strani nella zona del cimitero. Il comandante della stazione scese in strada in prima persona e durante un’operazione riuscì a cogliere sul fatto il ras dei Galasso: Giugliano, infatti, si intratteneva in un terreno con alcune persone pregiudicate, violando in questo modo la misura alternativa di detenzione di cui era stato beneficiario, un “summit” in quel di Poggiomarino a cui stavano partecipando anche due noti imprenditori locali incensurati ed estranei però ad ogni fatto.

Il maresciallo Manzo indentificò il “minorenne” e gli individui in sua compagnia, dopo di cui inviò una lunga relazione al tribunale di sorveglianza di Milano, che alcuni mesi dopo ha rivisto le esigenze cautelari a carico del killer. In questo momento, dunque, Giugliano si trova nella casa circondariale di Opera senza più la possibilità di uscire dopo avere scontato già sedici anni di carcere per i fatti di camorra risalenti agli anni Ottanta e nel decennio precedente. In totale Giugliano deve un conto alla giustizia di 25 anni e 4 mesi. Insomma, senza altri pronunciamenti resterà in cella fino al 2025. Quella del “minorenne” è una figura molto nota – quasi “leggendaria” – a Poggiomarino e non solo.

Innanzitutto il suo soprannome viene dal fatto che entrò nelle fila dei Galasso davvero giovanissimo, prima appunto di compiere 18 anni. Il killer è anche noto per avere pubblicato una sorta di “memorie”, facilmente reperibile su internet, in cui racconta la sua storia e la sua ascesa nel clan. Ed in quelle frasi tiene a precisare che non si è mai pentito, bensì semplicemente dissociato dai Galasso di Poggiomarino.

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