Torna l’incubo dei contatori asportati per mancato pagamento. Gli episodi, almeno due quelli segnalati, sono avvenuti a Poggiomarino nei giorni scorsi. In un caso, addirittura, gli operatori della Gori avrebbero persino violato una proprietà privata per staccare l’acqua causa un debito di alcune centinaia di euro. Insomma, si acuisce la polemica che era sorta circa un anno e mezzo fa, quando l’azienda che eroga il servizio idrico mise a ferro e fuoco l’intero territorio dell’ambito sarnese-vesuviano portando via migliaia di contatori agli utenti morosi.

Un fenomeno che sembrava essere improvvisamente scomparso insieme all’addio temporaneo delle partite pregresse. Poi ecco pervenire altri episodi che riportano inevitabilmente la paura tra chi ha qualche fattura insoluta nel carniere. Eppure, in più occasioni, Gori ha tenuto a sottolineare che per chi ha un reddito Isee basso ci sono 50 litri di acqua gratuita da potere utilizzare ogni giorno. E questo dovrebbe essere possibile attraverso uno strumento da inserire nel contatore per non permettere di erogare oltre la quota da fornire per legge.

Invece, almeno per il momento, si insiste nel perpetrare la forma peggiore di distacco: quella di penetrare anche nelle proprietà private, se necessario, e di portare via l’attacco lasciando così a secco famiglie morose ma di cui non si conoscono le condizioni economiche e sociali. L’unico modo per farsi riattaccare l’acqua? Quello di pagare subito una parte del debito e chiedere poi una rateizzazione per la porzione restante. Tanto, insomma, per trattarsi di un bene che dovrebbe essere comune e gratis, soprattutto per chi è in difficoltà.

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