Due spediti agli arresti domiciliari e una scarcerata: ottengono la libertà i tre di San Giuseppe Vesuviano coinvolti, qualche giorno fa, nell’operazione “Vulcano”, che ha visto dodici persone sottoposte a fermo, in Calabria e Campania, perché ritenute appartenenti ad un’associazione per delinquere, aggravata dalla transnazionalità, finalizzata al traffico di cocaina per conto delle cosche di ‘ndrangheta Molè, Piromalli, Alvaro e Crea

Tre dei 12 indagati sono di San Giuseppe Vesuviano: si tratta di Tommaso Concas (59 anni) e Luigia Di Casola (56) e della figlia dei due Dayana Concas (28). Difesi dall’avvocato Luca Capasso, da qualche ora sono usciti dal carcere: la coppia di coniugi ha, infatti, ottenuto il beneficio degli arresti domiciliari, mentre la figlia è stata rimessa in libertà. Naturalmente i tre restano indagati.

L’operazione denominata “Vulcano” rappresenta l’epilogo di un’indagine condotta dal Nucleo di Polizia Tributaria – Gico sezione Goa, che ha permesso di accertare l’esistenza di un gruppo criminale articolato su più livelli, comprensivo di squadre di operatori portuali infedeli e dotato di elevatissime disponibilità finanziarie, costituito allo scopo di reperire e acquistare all’estero, importare (prevalentemente attraverso i porti panamensi di Cristobal e Balboa), trasportare in Italia attraverso cargoship in arrivo, tra l’altro, nei porti di Rotterdam, Livorno, Napoli, Salerno, Genova e Gioia Tauro nonché commercializzare ingenti quantitativi di cocaina

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