Si nascondeva in una nicchia ricavata nella stanza dei bambini, in una casa arredata come l’abitazione del boss Savastano nella prima edizione della fiction Gomorra. Luigi Di Napoli, ricercato da oltre un anno, è stato trovato lì dai carabinieri del nucleo investigativo di Torre Annunziata, che sono riusciti a sorprenderlo nonostante l’abitazione fosse controllata da quattro microtelecamere poste all’esterno, le cui immagini erano visibili su due maxischermo posti in cucina e camera da letto.

Il nascondiglio di Di Napoli, considerato affiliato al clan Gallo-Limelli-Vangone (operante nella zona di Boscotrecase e nei comuni limitrofi) era stato ricavato nella cameretta dei figli (di 16 e 9 anni), nascosto da un pannello a scorrimento. L’uomo era ricercato dal maggio 2015, quando era riuscito a sfuggire a un ordine di carcerazione emesso dalla Procura Generale di Napoli per associazione di tipo mafioso: deve  espiare un residuo pena di 4 anni e 3 mesi di reclusione, dopo la condanna conseguente a indagini relative a un blitz effettuato nel 2010 e durante il quale erano state eseguite 97 ordinanze.

A sorprendere i militari dell’Arma l’arredamento dell’abitazione dove si nascondeva Luigi Di Napoli, composto da stucchi, cornici dorate e tavole in marmo pregiato molto simili a quelle viste nella prima edizione di Gomorra nella casa del boss Pietro Savastano.

nascondiglio