Un complesso sistema di evasione delle imposte che permetteva di immettere sul mercato prodotti elettronici, smartphone e hi-tech (soprattutto iPhone) a prezzi bassissimi, sbaragliando la concorrenza. È quanto hanno scoperto i militari della Guardia di Finanza di Napoli che hanno sequestrato beni mobili e immobili per 48 milioni intestati ai 32 componenti del sodalizio capeggiato da Vincenzo Porpora, 44 anni, Francesco Cammarota, 41 anni, e Salvatore Sovereto, 59 anni.

In totale ci sono 32 indagati, molti napoletani e casertani, oltre ad alcuni stranieri. Nei guai anche due persone di Pomigliano d’Arco: si tratta di si tratta di A. M., 44 anni, e di N. A., 37enne. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’organizzazione è riuscita a compiere un’ingente frode fiscale speculando sull’Iva non versata, rivendendo telefoni cellulari di grido anche a importanti catene commerciali. Il sistema girava intorno alla cosiddetta “frode carosello”, che, dal 2009 al 2013, ha consentito all’organizzazione criminale di produrre fatture per centinaia di milioni di euro per inesistenti operazioni d’acquisto di prodotti informatici ed elettronici. Complessivamente l’Iva evasa ammonta a circa 31 milioni di euro.

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