«Dall’alto un elicotterista non ha certo la possibilità di capire se un’acqua è inquinata o meno. Del resto, nelle mappature che avevano a loro disposizione gli operatori dei vigili del fuoco, non emergevano divieti di utilizzo», ha spiegato l’agronomo Luca Acunzo durante le conferenza stampa dell’altro giorno in cui a Terzigno si è affrontata nuovamente la “ferita” del rogo sul Vesuvio

A riportare i passaggi il quotidiano Roma: «I vari elicotteri in azione facevano svuotare rapidamente le vasche montate per gestire le emergenze ed è stato valutato, per ottimizzare i tempi di riempimento, di prelevare acqua da quella che, dall’alto, sembrava una fonte d’acqua utilizzabile».

Intanto è in corso di valutazione l’impatto che il limitato utilizzo delle acque provenienti dalla Vasca al Pianillo per lo spegnimento delle fiamme nella fase più critica dell’emergenza può aver avuto sul territorio. È stato inoltre ricordato «come in quella fase si temeva addirittura che l’incendio potesse estendersi alle case mettendo in serio pericolo le vite degli abitanti del posto».

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