«Dopo il grave incendio che ha colpito il nostro territorio, chiediamo sia fatta luce sulla natura dolosa dei focolai, come confermato dallo stesso generale Sergio Costa del Corpo Forestale. Esprimiamo fiducia negli inquirenti e sollecitiamo il Presidente del Parco Casillo ad andare avanti nell’opera di rilancio e cambiamento avviata fin dal suo insediamento. Allo stesso tempo, crediamo sia davvero intollerabile la polemica che in questi giorni viene alimentata sia dal sindaco Catapano che dal consigliere di Forza Italia Ambrosio sull’utilizzo dell’acqua della Vasca Pianillo da parte di alcuni elicotteri dei soccorsi». Lo afferma in una nota, Santolo Eliano, coordinatore di Vocenueva.

«Non accettiamo lezioni sulla tutela dell’ambiente da chi in questi anni non ha mosso un dito per risolvere il problema della Vasca. Inutili polemiche strumentali che non giovano al clima di cooperazione istituzionale invocato dal presidente Casillo per il bene del Parco e dei nostri territori. Ambrosio e Catapano – continua il Collettivo – dovrebbero sapere che a coordinare le operazioni di spegnimento sono i dirigenti della Forestale e della Regione Campania, non il Presidente del Parco, né i sindaci dei Comuni. Sia chiaro: noi crediamo che l’uso di quell’acqua sia stato sbagliato e che la bonifica dell’area vada fatta al più presto. Ribadiamo, però, che è proprio nei lunghissimi anni di amministrazione Ambrosio che la Vasca è diventata il “mostro” ecologico che è tuttora e che dal 2012, da quando cioè si è insediato il sindaco Catapano, il Comune di San Giuseppe non ha fatto nulla affinché il problema fosse risolto».

E ancora: «Chi grida all’emergenza soltanto ora, per anni ha permesso che il disastro crescesse. I sangiuseppesi sanno bene che le acque della Vasca al Pianillo esondano ad ogni pioggia, emanando un puzzo nauseabondo che ammorba chi abita nelle zone limitrofe. L’emergenza, quindi, non si è presentata con l’incendio sul Vesuvio, ma esisteva ieri ed esisterà domani, perché chi ha governato e governa oggi ha accettato lo status quo. Come Collettivo Vocenueva, abbiamo ampiamente documentato, con la nostra prima video-inchiesta già 10 anni fa, il disastro ambientale della Vasca al Pianillo e anni dopo, insieme al Coordinamento Ambientale, abbiamo contestato chi voleva portarci i fanghi tossici del Sarno».

«Relativamente alle attività antincendio messe in atto dal Parco, abbiamo fin da subito chiesto all’Ente quali siano state le azioni poste in essere negli ultimi mesi, verificando così che già in giugno erano stati presi provvedimenti per contrastare il rischio incendio sul Somma-Vesuvio. Inoltre, il Parco ha invitato i Comuni a porre in essere tutte le azioni necessarie per contribuire alle attività di pulizia e pattugliamento del territorio. Lo scorso 5 luglio c’è stato anche un tavolo tecnico sull’antincendio per concordare la strategia integrata. Ebbene, a quella riunione il sindaco Catapano non ha partecipato, così come non ha ottemperato a nessuna delle prescrizioni inviate dal Parco in materia di riduzione del rischio, controllo del territorio e rimozione dei rifiuti», continua Eliano.

«Se fosse stato presente, avrebbe appreso che le zone più sensibili e più esposte al rischio nel nostro comune sono proprio quelle a monte di Via Profica Paliata, a Santa Maria La Scala, dove poi è stato appiccato uno dei focolai. Il nostro Comune non si è nemmeno degnato di indicare un responsabile reperibile in caso di emergenza, come pure gli era stato richiesto dal Parco. A Catapano consigliamo quindi di fare il proprio dovere in maniera efficiente prima di esprimere giudizi affrettati sull’operato di quanti nei giorni della crisi hanno rischiato la propria incolumità per spegnere l’incendio gli uomini e alle donne dei corpi civili e militari va il nostro ringraziamento e il nostro più alto attestato di stima», conclude il consigliere comunale Antonio Borriello del Gruppo Vocenueva Libera San Giuseppe.

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