Il gps dell’auto di Teresa “tradisce” Giosuè. È grazie al localizzatore satellitare installato sulla Suzuki Alto bianca che i consulenti tecnici nominati dalla Procura sono riusciti a dimostrare l’allineamento delle tre telecamere con le quali è stato individuato il percorso dell’Audi A3 grigia di Giosuè Ruotolo la sera del 17 marzo. A raccontarlo è Il Messaggero Veneto.

Quando Teresa Costanza, la brillante assicuratrice di origine agrigentina, 30 anni, e Trifone Ragone, caporalmaggiore di Adelfia, 28 anni, sono stati uccisi a colpi di pistola nel parcheggio del palasport in via Interna, a bordo dell’utilitaria. Per compiere l’agguato è bastata una manciata di secondi. Poi il killer è scomparso, senza essere notato. Grazie alla tenacia dei carabinieri, dopo sei mesi di complesse indagini si è arrivati all’iscrizione nel registro degli indagati dell’ex commilitone e coinquilino di Trifone, il 26enne di Somma Vesuviana Giosuè Ruotolo.

Ai due consulenti della Procura i pm Pier Umberto Vallerin e Matteo Campagnaro hanno chiesto di verificare in modo scientifico quanto già accertato dalle indagini di polizia giudiziaria. Un lavoro complesso, che si è avvalso dell’esperienza sul campo dei due professionisti ma anche di tecnologie innovative. La scena del crimine, per esempio, è stata ricostruita in 3D. Ogni passo dei testimoni è stato misurato e cronometrato. In modo particolare sono stati incrociati i dati delle telecamere con le dichiarazioni dei testimoni chiave, il runner e l’amico pesista che esce dalla palestra con le due vittime.

Scrive ancora il quotidiano di Pordenone: «I periti si sono concentrati sui rilievi spazio-temporali del runner e dell’Audi A3 grigia. La telecamera 14 bis, all’incrocio fra le vie Gramsci e Interna, ha ripreso l’Audi A3 di Ruotolo in via Interna, in prossimità dell’Istituto scolastico Kennedy fra le 19.50 e le 1951, al ritorno dal Palasport, dopo un percorso tortuoso. Venti secondi dopo la stessa telecamera ha catturato il runner impegnato nel suo allenamento. I tragitti di auto e podista sono stati tracciati con un tracker gps mentre dall’alto un drone in volo ha registrato le operazioni peritali, per prevenire qualsiasi tipo di contestazione in aula. In tal modo gli ingegneri Monfreda e Reale sono riusciti a determinare l’ora del delitto (con uno scarto massimo di quindici secondi) sulla base del punto in cui si trovava il runner quando ha sentito gli spari (ovvero in via Amendola)».

Dai rilievi dei consulenti sul campo emerge che l’auto di Ruotolo è partita dal parcheggio subito dopo gli spari. Viene escluso dai consulenti che l’Audi si sia messa in marcia prima del delitto. Quando transita sotto la telecamera in via Interna, si vede l’auto sfrecciare. Il giovane campano ha dichiarato ai pm di aver percorso via Amendola, via Fratelli Rosselli, via Gramsci, via Turati, via Interna. Se fosse partito prima degli spari, avrebbe dovuto avere una velocità più bassa di quella rilevata dalla telecamera.

giosuè ruotolo