L’omicidio di Antonio Ammaturo, vicequestore ucciso dalle Brigate Rosse e il rapimento Cirillo, questi sicuramente i due casi irrisolti che la magistratura spera di poter definire grazie alle dichiarazioni di Pasquale Scotti, braccio destro di Cutolo, e fresco pentito. A parlare della collaborazione di Scotti con a giutsizia italiana è anche l’ex presidente del Tribunale di Napoli, Carlo Alemi, che ha rilasciato alcune dichiarazioni al quotidiano Roma.

«Tante situazioni oscure rimangono tali – afferma il magistrato – l’augurio, che dovremmo fare allo Stato e alla Repubblica è che si sappia qualcosa. Per quanto riguarda la sincerità e credibilità di Scotti – aggiunge Alemi – si potrà vedere solo nel momento in cui avrà fatto le sue dichiarazioni e ci saranno i riscontri. Il rapporto tra Stato, camorra e Brigate Rosse – afferma Alemi, all’epoca giudice istruttore nell’inchiesta Cirillo – c’è stato, lo ha stabilito una sentenza della Cassazione. La sentenza relativa al sequestro Cirillo ha affermato con certezza l’esistenza tra Stato e queste organizzazioni criminali terroristiche e non».

«Scotti potrebbe dire tante cose e ci auguriamo che lo farà, potrebbe parlare del sequestro Cirillo, dell’omicidio Ammaturo che era un poliziotto, un mastino che aveva fatto indagini che non sono mai uscite fuori – conclude l’ex presidente del Tribunale di Napoli – io avevo chiesto al Ministero dell’Interno una copia del rapporto che lui disse al fratello di aver inviato, potrebbe parlare dell’omicidio Calvi».

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