Non c’è associazione a delinquere. È quanto deciso dal giudice del Tribunale di Nola nel maxiprocesso che ha visto coinvolte 27 persone tra dirigenti e indotto della Banca Popolare Vesuviana con sede a San Giuseppe Vesuviano. In 26 sono stati assolti per non avere commesso il fatto, l’unico condannato è l’ex manager Luigi Ragosta, a cui sono stati inflitti un anno e mezzo di reclusione oltre alla confisca di beni per un totale di 72mila euro.

La vicenda cominciò nel 2013 quando la Guardia di Finanza fece irruzione all’interno dell’istituto di credito sangiuseppese, scoprendo una serie di finanziamenti a persone considerate vicine ai vertici. Una serie di documenti che fecero scattare l’indagine fino al processo che si è concluso nei giorni scorsi e dove sono state smontate il 99% delle accuse.

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