Settimana meno pesante delle altre sui social network dei politici vesuviani. Ma la vera “chicca” è la lite strianese tra il sindaco in carica Aristide Rendina, ed il suo predecessore Antonio Del Giudice. Quest’ultimo ha infatti esultato su Facebook per la paternità dell’Area Pip ormai in via di realizzazione. La replica non è tardata ad arrivare con il primo cittadino che ha scritto: «Dopo tutti gli errori commessi, dopo tutti i soldi pubblici sperperati e dopo aver perso milioni e milioni di euro di finanziamenti, ora che finalmente tutto è stato portato a termine con tanto lavoro e tanti sacrifici, qualcuno ha anche il coraggio e la faccia tosta di prendersi meriti che non ha. Non c’è mai fine al peggio». È giusto ricordare che sindaco ed ex litigano praticamente da sempre.

Stile venditore televisivo, invece, quello del consigliere comunale di maggioranza a Sant’Anastasia, Alfonso Di Fraia, che sul suo profilo promuove le panchine sponsorizzate di recente inaugurate dal sindaco Lello Abete: «Un plauso – scrive – ai primi imprenditori anastasiani che hanno partecipato al progetto del nostro bando pubblico “Adotta una panchina”. Un grazie a tutti quelli che nonostante le tante difficoltà di questo periodo storico, hanno deciso di continuare a fare impresa nel nostro paese. Soprattutto questo vuol dire avere Sant’Anastasia nel cuore! Chiunque fosse interessato all’installazione di panchine sponsorizzate, l’Ufficio Arredo Urbano è aperto».

Più istituzionale di tutti il sindaco di Terzigno, Francesco Ranieri, che ieri ha celebrato in Comune la Festa della Repubblica attraverso un dibattito con ospiti ed indossando per forma di rispetto la sua fascia tricolore. Ecco il pensiero del primo cittadino: «Una nazione è l’espressione di un pensiero e di un agire comune. Buona festa della Repubblica».

Si cambia del tutto registro con il consigliere comunale di opposizione a Palma Campania, Carmine Ingenito, che parla di cannabis: «In questi giorni è partita una raccolta firme per la legge di iniziativa popolare sulla legalizzazione del consumo, uso e commercio della Cannabis e dei suoi derivati. In tanti stanno firmando e tanti altri mi chiedono di firmare. Madri e padri di famiglia, ragazzi, anziani. Persone di destra, di sinistra, grillini… una legge di civiltà che unisce. Il bigottismo sta a zero. Vogliamo togliere il monopolio del commercio di una pianta alla criminalità organizzata, una legge che permetterà anche di svuotare le carceri per reati inutili e che ingolfano solo i tribunali di carte e spese per lo Stato. Migliorare la qualità della cannabis che il compratore acquisterà al dettaglio da un rivenditore riconosciuto dallo Stato. La coltivazione indoor per uso esclusivamente personale su un quantitativo ben definito di piante. E ovviamente l’utilizzo per scopi terapeutici, grazie ai benefici del THC e dei cannabinodi in alcune terapie (dalla sclerosi alla distrofia muscolare, fino alle terapie legate alla cura del cancro). Una pianta che non uccide, una pianta non può essere illegale. Questa legge, a differenza di anni fa, oggi c’è, esiste. Firmata da più di 200 parlamentari aspetta solo di essere discussa in Parlamento».

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