Amici carissimi, come state? Come avete trascorso, la settimana? So che molti tra voi sono stati appiccicati alla tv, per seguire il finale di “Gomorra”… Mi hanno scritto due amiche carissime, affezionatissime della rubrica, dicendomi di aver preparato la pizza cinque gusti e panzarotti in quantità, secondo le mie ricette, per gustarseli durante la messa in onda della fiction; mi hanno rallegrato davvero tantissimo.  Spero piaccia a tanti anche il piatto di oggi, tipico della cucina degli avanzi (e rigorosamente campano D.O.C.!).

Veloce e saporito, ottimo da servire come piatto unico, accompagnato da una porzione di verdure, oppure a pezzetti, come aperitivo. Vi ricorderete, il nubifragio che colpì gravemente il Sannio, la notte tra il 14 ed il 15 ottobre dello scorso anno; tante, le persone e le attività coinvolte, come il pastificio Rummo, bandiera d’eccellenza del nostro mezzogiorno. Danni ingenti l’avevano messo in ginocchio, come le Cantine di Solopaca e tante altre società. Al grido e l’hashtag #SaveRummo il mondo del social fece partire una catena di solidarietà che coinvolse più di 150 mila persone; il pastificio riaprì, nonostante i gravissimi danni a macchinari, materie prime e prodotti; pian piano, giorno dopo giorno, gli operai a testa alta continuano il proprio lavoro, per portare sulle tavole degli italiani un prodotto di grandissima qualità.

Perché, vi dico di Rummo e Cantina di Solopaca? Perché la solidarietà non finisce il tempo di un batter d’ali e se il pastificio ha riaperto, ha certamente ancora bisogno del nostro sostegno, come tutte le altre attività e persone che quella maledetta notte hanno subìto danni irreparabili. Acquisto ancora, pasta Rummo e vino di Cantina di Solopaca e dedico questa ricetta (realizzata proprio con pasta Rummo) a tutti gli operai di tutte quelle aziende che con onestà, nel quotidiano, lavorano per fare grande il nostro Paese, rendendoci orgogliosi, fiori all’occhiello del nostro Sud che non è “solo” Gomorra. Detto questo… Pronti, alla Lady ricetta del giorno?

LADY FRITTATA DI PASTA
Tempo di preparazione 25 minuti circa

Ingredienti, per quattro persone
350 gr. di pasta di semola di grano duro, tipo “spaghetti”, o “bucatini”;
2 uova;
30 gr. di pancetta dolce a dadini;
50 gr. di pecorino romano grattugiato;
50 gr. di parmigiano reggiano D.O.P. grattugiato;
150 gr. di provola affumicata, o mozzarella di bufala campana D.O.P. (prive del latte);
sale q.b.;
pepe nero macinato fresco q.b.;
olio extravergine d’oliva q.b.

Preparazione

Spesso, capita di non utilizzare tutta la provola, o la mozzarella che ci sono servite per una data ricetta, o di sbagliare con le dosi, nel cuocere la pasta; a quel punto non ci restano che due soluzioni: buttare tutto via, oppure riutilizzare provola o mozzarella e la pasta avanzata in un’altra ricetta.

Nel nostro caso, abbiamo davanti a noi, 350 gr. di spaghetti (o bucatini) che abbiamo cotto per l’occasione, in abbondante acqua bollente e salata, oppure ne abbiamo una quantità minore (che ci è avanzata il giorno precedente), da integrare con altra, se vogliamo realizzare il piatto per quattro persone. In ogni caso, tagliamo i nostri spaghetti (oppure i nostri bucatini) a pezzi grossolani; sbattiamo le uova in una terrina ed aggiungiamo il formaggio grattugiato, la provola, o la mozzarella (da frigo, prive del latte) a pezzetti, la pancetta a dadini, il sale ed il pepe; versiamo questo contenuto sulla pasta e mischiamo bene, con l’aiuto di un cucchiaio.

A questo punto abbiamo due strade, da seguire: realizzare una frittata di pasta unica, oppure quattro piccole (in quel caso, avremmo bisogno di padelline alte, ma di diametro inferiore, circa 10-12 cm). Nel mio caso, ho preferito la padella grande, ovviamente antiaderente, nella quale ho fatto scaldare tre cucchiai di olio e.v.o., poi ho aggiunto il composto ed ho lasciato friggere a fiamma moderata, prima un lato, poi l’altro, fino a vederla compatta e dorata da ambo i lati.

Il segreto, per cuocere entrambi i lati con precisione, è – a primo lato dorato – nell’appoggiare un piatto più grande del diametro della padella su di essa e capovolgere la stessa padella con il suo contenuto, nel piatto, con molta decisione ed attenzione; a quel punto, basterà far scivolare la frittata di pasta, dal lato non cotto, in padella (se l’olio fosse consumato, aggiungetene poco altro, scaldandolo prima) e far cuocere il tempo che basta, a fargli assumere l’aspetto dorato. Una volta pronta, impiattate e servite. Buon appetito, dalla vostra Lady ed alla prossima settimana, sempre su Il Fatto Vesuviano!

lady frittata di pasta con rummo