False residenze ai cinesi, Giovanni Tomassi torna nel consiglio comunale di Terzigno


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Revocato gli arresti domiciliari a Giovanni Tomassi, il consigliere comunale della maggioranza di Terzigno. La misura in merito all’accusa di false residenze fornite ai cinesi irregolari è stata tramutata nell’obbligo di firma da ottemperare presso la locale tenenza dei carabinieri. Dunque, l’esponente politico può rientrare nel civico consesso già dalla prossima seduta fissata in prima convocazione per domani. A darne comunicazione è direttamente il prefetto di Napoli, Maria Gerarda Pantalone.



Adesso resta soltanto da capire cosa realmente vorrà fare Tomassi, che l’indomani dell’arresto nell’ambito dell’inchiesta fece trapelare la sua volontà di dimettersi comunque dall’assise cittadina. L’indagine della Procura di Nola portò alla scoperta di una vasto di giro di false residenze per permettere soprattutto ai cinesi di ottenere i documenti: ne uscì fuori un quadro incredibile con 600 persone che secondo le carte abitavano in 31 appartamenti.

Secondo quanto hanno appurato i militari era stata messa su un’organizzazione che rilasciava documenti di identità falsi a cittadini cinesi in cambio di beni o favori. Sette le persone arrestate, tutte ai domiciliari: tra loro, oltre a Tomassi, finirono pure una dipendente dell’ufficio Anagrafe e un vigile urbano di Terzigno.

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