Arriva la relazione di Libera, che dedica molto spazio al clan Fabbrocino di San Giuseppe Vesuviano, parlando in particolare della “fuga” e dell’insediamento che paiono essere riusciti nel basso Lazio, in province come quella di Latina e Frosinone anche grazie ad un accordo con i Casalesi. In sostanza, con la riduzione di uomini delle cosche casertane – dovuta ad arresti e pentimenti – la strada è stata spianata per la “famiglia” che fa capo al superboss Mario.

E nel basso Lazio il clan vesuviano non ha portato alcune “novità” rispetto a quelle che sono le attività perpetrate già nel territorio di origine e nel Nolano: estorsioni alle aziende che fanno fatturati importanti, tralasciando dunque le attività commerciali; il racket del calcestruzzo imposto alle ditte edili come emerso nelle ultime indagini anche del Vesuviano; ed il giro di usura.

Insomma, Libera come al solito non le manda a dire ed in qualche anticipa anche quelle che sono le relazioni di Dia e Dda anche se l’influenza del clan Fabbrocino nella regione della Capitale non è una novità assoluta. “Frammenti”, in tal senso, erano usciti fuori anche nell’ultimo dossier Dia in cui però si parlava soltanto di “presenza” da parte della cosca vesuviana, e dove le attività venivano maggiormente evidenziate in alcune aree della Toscana.

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