Deragliamento Circumvesuviana provocò due morti: chiesti 8 anni di carcere per il macchinista


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Quel treno andava troppo veloce in un punto, la curva del Pascone, dove l’andatura da mantenere è minima. È su questo passaggio che si è sviluppata la requisitoria del pm in merito al disastro della Circumvesuviana avvenuto a Gianturco il 6 agosto del 2010. Un incidente in cui un uomo di 71 anni morì quasi sul colpo dopo avere perso le due gambe tranciate dalle lamiere, mentre un secondo uomo perse la vita qualche giorno dopo per i postumi del deragliamento.



E ieri il pm Valentina Rametta ha utilizzato il pugno duro contro il macchinista Giancarlo Naso, per cui ha chiesto otto anni di carcere, il massimo della pena per quanto riguarda l’accusa che gli viene mossa. Secondo il pubblico ministero, dunque, le responsabilità sono esclusivamente del dipendente Eav: un errore di distrazione, insomma un errore umano che secondo l’accusa provocò la fuoriuscita dai binari del Metrostar.

Già dalle prime ricostruzioni di alcuni testimoni, Naso era stato additato per non avere diminuito l’andatura del treno, una velocità elevata che sarebbe stata confermata da rilievi e perizie. Si tratta ancora del primo grado di giudizio che per il dipendente Eav – oggi dirottato ad altre mansioni –  che avrà successivamente altri due gradi di giudizio prima dell’eventuale condanna definitiva.

incidente circumvesuviana

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