Forse babygang, puro caso, vandali qualsiasi o un vero e proprio progetto contro le Case dell’Acqua di Striano fatte installare di recente dall’Amministrazione del sindaco Aristide Rendina? Cominciano a chiederselo la Giunta ma anche le forze dell’ordine del territorio, che stanno indagando in merito al doppio furto compiuto contro le postazioni di via Risorgimento e poi anche in via Poggiomarino.

Dapprima la “razzia” di monetine in via Risorgimento, riportata da diversi organi di stampa. Un raid durante cui furono portati via circa trecento euro in monetine immesse dagli utenti per caricare le proprie card. Poi, successivamente, è stato asportato anche il monitor touchscreen dalla Casa dell’Acqua di via Poggiomarino. Un furto piuttosto strano anche perché non è chiaro se il dispositivo possa essere adoperato su altri congegni e quindi rivendibile sul mercato nero.

Sui fatti stanno indagando i militari dell’Arma agli ordini del maresciallo Antonio Botta. In prossimità delle “fontanine”, tuttavia, non ci sono telecamere di videosorveglianza pubbliche o private. Insomma, gli uomini in divisa partono praticamente dal nulla, senza alcun dettaglio su cui potere lavorare. I furti, naturalmente, anche creato dei disagi per chi si approvvigiona alle postazione dell’Acqua del Sindaco.

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