Un “patto” tra i clan capeggiato dai Fabbrocino di San Giuseppe Vesuviano per accaparrarsi i soldi degli appalti della Circumvesuviana. Insieme alla cosca egemone dell’area ai piedi del vulcano erano inserti “nell’accordo” anche gli Anastasio di Sant’Anastasia e i D’Avino di Somma Vesuviana, i “cartelli” malavitosi sgominati la settimana scorsa con ben 21 arresti.

E la circostanza del tentativo di provare a mettere le mani sui soldi del Governo e della Regione per migliorare il servizio pubblico su ferro, è emersa proprio in questa circostanza. Nelle carte dell’ordinanza ci sono infatti le parole di un pentito, Carmine Giordano, di Sant’Anastasia, che ha inoltre fatto altri nomi di malavita importanti che avrebbero dovuto spartirsi la “torta”: il clan Sarno di Ponticelli ormai estinto tra omicidi, arresti e collaborazioni con la giustizia, ed il clan Panico dell’area tra Volla, Cercola e Pomigliano d’Arco.

Il sistema di spartizione era semplice: ogni clan avrebbe “sfruttato” i lavori programmati sul proprio territorio: e si parla di restyling, nuove opere, manutenzione ordinaria e straordinaria: un giro da circa 500mila euro per ogni città attraversata dalla Circumvesuviana. Il superpentito racconta anche di un incontro con “delegati” di ognuna delle cosche avvenuto a Sant’Anastasia.

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