L’area vesuviana ed il Casertano: due zone distante oltre 40 chilometri ma unite dal filo duro e spesso della camorra. A rivelarlo in uno studio Isaia Sales, il saggista anticamorra, che parla di due clan molto simili e che in qualche modo sarebbero pronti a subentrare ognuno al sostegno dell’altro nei momenti di bisogno.

«Hanno caratteristiche del tutto diverse i clan che si sono ramificati ad appena 25 chilometri di distanza da Napoli, cioè quelli dei Casalesi o quelli delle zone al di là del Vesuvio. Più camorra-massa la prima, più camorra-impresa quella casertana, nolana, vesuviana o dell’agro nocerino-sarnese. Più effervescente, frammentata e gangsteristica la prima, più solida e radicata la seconda». Insomma, cosche simili e che avrebbero stretto un nuovo “patto di sangue”.

E Sales fa un’altra analisi importante: «I capi camorra di provincia hanno lasciato indubbiamente un segno più duraturo, da Nuvoletta di Marano a Bardellino di San Cipriano d’Aversa, da Cutolo di Ottaviano ad Alfieri di Saviano, da Zagaria di Casapesenna a Fabbrocino di San Giuseppe Vesuviano, da Bidognetti di Casal di Principe ai Moccia di Afragola, da La Torre di Mondragone a Galasso di Poggiomarino».

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